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La famiglia sopravvissuta al disastro di Genova: “Vivi solo perché non abbiamo superato quel camion”

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"A un tratto abbiamo visto il furgone davanti a noi rallentare e frenare di colpo, poi ha ingranato la retromarcia. Pioveva a dirotto, si vedeva poco. Non capivo cosa stava accadendo": la drammatica testimonianza

Una madre, un padre e un figlio si sono salvati dal salto nel vuoto dopo il crollo di Genova per una serie di fortunate coincidenze. “Non è il caso di superare il furgone. C’è una lunga coda: aspettiamo. Arriveremo un po’ più tardi, ma non importa: siamo in vacanza”, ha detto il marito che viaggiava insieme alla moglie e al loro figlio di 3 anni.

Si tratta di una famiglia di Mondovì in vacanza in Liguria, che quel giorno aveva deciso di andare all’acquario di Genova visto che non era il clima ideale per andare al mare.

Alfio, Agnese e Andrea, in vacanza nella loro casa a Ceriale, in provincia di Savona, si trovavano sul ponte al momento del disastro, ma dietro il camion verde simbolo di quel crollo.

“A un tratto abbiamo visto il furgone davanti a noi rallentare e frenare di colpo, poi ha ingranato la retromarcia. Pioveva a dirotto, si vedeva poco. Non capivo cosa stava accadendo. Poi mio marito ha sentito l’asfalto che tremava e mi ha detto: “Sta crollando il ponte!”. Io ho guardato fuori dal finestrino e ho visto i tiranti che si sganciavano. In quell’istante non so cosa ho pensato. Non c’era spazio per fare retromarcia. Ho staccato il bambino dal seggiolino e ci siamo messi a correre”, ha raccontato la donna al giornale locale L’Unione Monregalese.

La famiglia ha immediatamente abbandonato l’auto sul ponte, lasciando a bordo borse, zaini, documenti. “Siamo scappati senza guardarci indietro. Mio marito ha bussato ai vetri delle altre auto, avvisando la gente di scappare perché aveva paura che non si rendessero conto della situazione. La pioggia era fortissima e impediva di vedere cosa stava succedendo attorno. Era terribile. Io sono corsa, con nostro figlio in braccio, verso la galleria”, ha raccontato la donna.

“C’era gente sotto shock. Per fortuna il bambino stava dormendo a non ha capito, non si è spaventato. Ho visto bambini che guardavano il ponte che non c’era più, terrorizzati. Poco dopo sono arrivati i soccorsi: ci hanno aiutati, ci hanno dato acqua da bere e ci hanno calmati. Ci hanno detto di lasciar perdere le auto, facendoci capire quanto era grave la situazione. Una signora mi ha dato una felpa per tenere il bimbo al caldo, poi siamo stati portati al Centro civico a Sampierdarena”, spiega ancora.

“C’era tanta gente che ci ha aiutato: c’è una persona che ci ha dato i pannolini per cambiare Andrea, una commerciante è andata a casa a prendere i vestiti di sua figlia per avere abiti puliti. In serata abbiamo preso un taxi per andare a casa, ora siamo ancora in Liguria”, racconta Agnese.

“Siamo scossi, abbiamo fatto fatica a dormire pensando a cosa era successo. Stiamo bene, ma ci sentiamo… miracolati. Bastavano pochi metri in più. La nostra auto si trovava subito dietro il furgone verde, quello che si vede in tutte le foto e le riprese tv. Credo sia ancora lì, non penso l’abbiano rimossa. Se penso a chi si trovava in mezzo… una tragedia terribile, davvero terribile”, racconta ancora la donna.

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