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Una donna in coma da tre mesi ha partorito una bambina a Mantova

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Credit: Jaap Arriens

Nella mattina di ieri, giovedì 14 giugno, una donna in coma da tre mesi e mezzo ha partorito una bambina all’ospedale Carlo Poma di Mantova, in un parto considerato “eccezionale”.

La donna, 33 anni, è entrata in un coma leggero al terzo mese di gravidanza dopo un improvviso arresto cardio-circolatorio e un ictus, con conseguenti danni di natura neurologica. L’ospedale ha assicurato che le condizioni della mamma e della bimba sono stabili.

La donna respira da sola e in alcuni momenti sembra vigile, però non riesce a parlare.

La bambina ha fatto registrare peso e funzioni vitali del tutto normali per un neonato partorito alla 31 esima settimana di gestazione.

La neonata è stata comunque ricoverata per precauzione in terapia intensiva Neonatale sotto stretta osservazione.

Anche la madre ha superato bene l’intervento, durato oltre due ore, ed eseguito dal ginecologo Giampaolo Grisolia, accompagnato da un’equipe di trenta persone.

“Si è reso necessario il ricorso al taglio cesareo”, hanno spiegato i medici all’Adnkronos, “praticato in anticipo rispetto al termine di gravidanza per complicanze ostetriche”.

“L’intervento è risultato particolarmente difficoltoso anche a causa della posizione della donna: la sua malattia determina infatti una contrazione degli arti – ed è stato eseguito in anestesia loco regionale (spino epidurale) per salvaguardare la salute della mamma e della piccola”, hanno detto.

La notizia è stata riportata la mattina del 15 giugno dalla Gazzetta di Mantova.

Secondo quanto riporta il quotidiano Repubblica, durante l’intervento la donna, sottoposta ad anestesia spinale, ha aperto gli occhi diverse volte ma senza parlare.

Adesso la donna è ricoverata in unità terapia intensiva coronarica per il monitoraggio post parto. Fuori dalla sala operatoria c’erano il padre e la nonna della neonata. Segnali che, secondo i medici, non danno tuttavia la certezza che possa aver preso coscienza di essere diventata mamma.

Nel 2015 la statunitense Sharista Giles di Sweetwater, in Tennessee, dopo essere rimasta in coma a seguito di un incidente d’auto ha partorito con un parto cesareo prematuro il bambino che aspettava da cinque mesi.

La donna, contro le previsioni dei medici, si è svegliata quattro mesi dopo.

Molti medici sostengono che finché la madre resta viva il feto continua a svilupparsi e può nascere e sopravvivere, se non ci sono particolari complicazioni.

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