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“Disabile per colpa del vaccino obbligatorio”, il ministero condannato a risarcire una famiglia di Modena

Nel 2013 il giudice aveva riconosciuto il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino esavalente e le patologie insorte nel piccolo

Di Anna Ditta
Pubblicato il 28 Feb. 2019 alle 14:54 Aggiornato il 28 Feb. 2019 alle 17:25
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Immagine di copertina

Dopo anni di battaglie giudiziarie una famiglia di Modena ha ottenuto il riconoscimento di un indennizzo aggiuntivo per i danni irreversibili causati al figlio, all’epoca neonato, da un vaccino obbligatorio. Nel 2013, infatti, il giudice, a seguito di complesse perizie, aveva riconosciuto un nesso di causalità tra la somministrazione nel 2004 del vaccino esavalente  (Infanrix Hexa) e le patologie immediatamente insorte nel piccolo.

La causa civile era partita nel 2011. La diagnosi specifica del bambino, ora adolescente, è “cerebropatia cronica con grave ritardo nell’apprendimento, epilessia sintomatica, encefalopatia post natale e deficit visivo”, come riporta il quotidiano locale Il Resto del Carlino.

Complessivamente il risarcimento per i danni subiti dal minore si aggira attorno al mezzo milione di euro. A pagare sarà il ministero della Salute, che dovrà pagare una seconda tranche dopo quella già versata, per la quale era già stato condannato dal Tar.

Lo scorso 20 febbraio infatti la seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale ha accertato l’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero della Salute con riguardo alla domanda di un indennizzo aggiuntivo per i danneggiati da complicanze di tipo irreversibile, causate appunto da vaccinazioni obbligatorie (legge 229 del 2005).

Il ministero dovrà versare l’indennizzo entro e non oltre novanta giorni dalla sentenza.

“I primi sintomi erano insorti nel piccolo dopo la puntura: parliamo del vaccino esavalente somministrato quando il bambino aveva tre mesi di vita”, spiega il’avvocato Francesco Terruli, legale della famiglia, al Resto del Carlino.

“Il tribunale, con sentenza del 2013, vista la consulenza tecnica d’ufficio, ha riconosciuto il nesso di causa tra la somministrazione del vaccino (contro pertosse, tetano, poliomelite, tra le altre) e i deficit. Il Ministero pagò una prima tranche dopo la prima sentenza del Tar a cui ci siamo rivolti proprio perché nulla, ancora, era stato versato nonostante la sentenza passata in giudicato”.

“Poi essendo previsto l’ulteriore indennizzo dalla legge 229 del 2005, abbiamo presentato nel 2017 un’ulteriore domanda per ottenere il risarcimento, appunto anche perché le condizioni dell’adolescente sono gravi”, prosegue l’avvocato. “Eppure il Ministero ancora una volta è rimasto in silenzio. Il 20 febbraio il Tar ci ha dato ragione, condannandolo a pagare quelle somme che spettano per legge ai coniugi modenesi e corrisposte come ulteriore danno al minore e a chi presta assistenza”.

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