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Si è dimesso il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi

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Walter Ricciardi

Il presidente non condivide alcune posizioni del governo su temi sanitari come vaccini, ma ha spiegato di non aver rinunciato alla carica per contrasti con la ministra Grillo

Il 19 dicembre 2018 il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi ha convocato il consiglio di amministrazione e ha annunciato che dal primo gennaio 2019 rinuncia alla sua carica. Il presidente aveva anticipato la decisione di dimettersi in una lettera inviata alla ministra della Sanità, Giulia Grillo.

Ricciardi lascia quindi la sua carica  sei mesi prima della scadenza naturale del suo mandato: tornerà a insegnare alla Cattolica di Roma. Era stato nominato dall’allora ministra Beatrice Lorenzin ed era diventato uno dei suoi consiglieri più ascoltati.

I rapporti con la ministra Giulia Grillo invece sono stati piuttosto freddi, tanto da sfociare in veri e propri scontri poco dopo l’insediamento del governo Lega-M5S.

Nel dare le sue dimissioni, Walter Ricciardi ha spiegato che non condivide alcune posizioni del governo su temi sanitari come vaccini, assistenza sanitaria ai migranti, smaltimento dei rifiuti.

Le dimissioni di Ricciardi non sono le prime che interessano il sistema sanitario. Prima di lui aveva rinunciato alla sua carica anche il presidente di Aifa Stefano Vella, contrario alla politica sugli immigrati del governo.

Il direttore generale dell’agenzia del farmaco, Mario Melazzini, invece non è stato rinnovato dal ministero stesso.

Di recente, il ministero della Salute aveva revocato le nomine dei componenti del Consiglio superiore di sanità. Dal ministero guidato da Giulia Grillo erano arrivate lettere di revoca ai componenti non di diritto dell’organo tecnico-consultivo. I membri delle istituzioni, ministero, Aifa e Istituto superiore di sanità, che sono membri di diritto, sono rimasti al loro posto.

Il consiglio superiore di sanità era stato nominato nel dicembre 2017 con un mandato di 3 anni. La ministra Grillo ha deciso però di revocare le nomine e procedere con delle nuove.

La presidente uscente, Roberta Siliquini e alcuni degli altri 30 membri si erano detti sorpresi dalla decisione, che non è stata anticipata in nessun modo dal ministero.

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