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Diminuiscono i reati, ma aumentano i detenuti nelle carceri italiane

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L'associazione Antigone ha diffuso il suo tredicesimo rapporto sulla situazione del sistema carcerario con dati e approfondimenti sulle criticità riscontrate

L’Associazione Antigone ha diffuso “Torna il carcere” il suo tredicesimo rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia. La fotografia che viene scattata rivela una diminuzione complessiva dei reati nel nostro paese a fronte di un aumento dei detenuti. 

All’interno del rapporto sono contenute le politiche, i numeri e le emergenze connesse alla situazione delle carceri in Italia. Ci sono diversi approfondimenti corredati da infografiche su quanto costa l’intero sistema carcerario in termini di personale e sui problemi che si registrano nella gestione dei detenuti, soprattutto in relazione al contrasto al rischio radicalizzazione, pur nel rispetto della libertà religiosa, e ai casi di suicidio. 

Antigone denuncia l’assenza di sufficiente personale medico e di educatori all’interno delle carceri. I poliziotti rappresentano quasi il 90 per cento delle persone impiegate nelle carceri. Anche il diritto alla salute dei detenuti viene messo a rischio dalle difficoltà ad accedere alle cure mediche.

Il problema principale delle carceri italiane rimane quello del sovraffollamento. Dalla fine del 2015 alla fine del 2016 il tasso di affollamento è passato dal 105 per cento al 108,8 per cento. Aumenta la percentuale degli stranieri in carcere, che passa dal 33,2 per cento della fine del 2015 al 34,1 per cento di oggi.

Aumentano i detenuti per condanne inferiori ai tre anni e diminuiscono i detenuti per condanne superiori ai dieci anni, dimostrando l’incapacità di ricorrere ad alternative alla detenzione per i reati minori. Il dato è ancora più significativo se si considera che i reati sono diminuiti sensibilmente con un numero di omicidi sceso dai 1.916 del 1991 ai 397 del 2016.

L’Italia è il quinto paese dell’Unione Europea con il più alto tasso di detenuti in custodia cautelare. Al 31 dicembre 2016 i detenuti ancora in attesa di sentenza definitiva erano il 34,6 per cento, in crescita rispetto all’anno precedente. La media europea è del 22 per cento. Nel 2008, la carcerazione in assenza di condanna definitiva riguardava il 51,3 per cento dei detenuti. 

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