Le dieci peggiori tratte ferroviarie per i pendolari italiani

Secondo il nuovo rapporto di Legambiente, si conferma al primo posto la tratta Ostia-Roma, poi la Circumvesuviana di Napoli e la linea Reggio Calabria-Taranto

Di TPI
Pubblicato il 23 Dic. 2016 alle 14:44
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Il 12 dicembre scorso, Legambiente ha diffuso il rapporto “Pendolaria” per l’anno 2016 dove traccia una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia ed indica le peggiori linee ferroviarie per i viaggiatori abituali italiani.  

Per i prossimi anni, secondo Legambiente, non sono previsti finanziamenti atti ad aumentare i treni in circolazione, con la conseguenza che nelle tratte non ad Alta Velocità si rischiano ulteriori tagli ai servizi.

Il disastro ferroviario del 12 Luglio avvenuto tra Andria e Corato, ha evidenziato che tra le diverse linee ferroviarie regionali in Italia esistono situazioni molto diverse anche in termini di sicurezza. 

Il decalogo è stato realizzato sulla base di criteri relativi alla qualità del servizio, alle proteste degli utenti per ritardi o tagli dei treni, alla tipologia dei treni utilizzati sia per capienza sia per età, alla disponibilità di orari adatti all’utenza pendolare, alla frequenza dei convogli, alla condizione delle stazioni.

1. Al primo posto i 28 chilometri della tratta Roma – Ostia Lido che separano la stazione di Porta San Paolo e Ostia Lido e servita da treni vecchi (spesso di oltre 20 anni), sovraffollati, privi di aria condizionata d’estate o riscaldamento d’inverno. 

2. La Circumvesuviana di Napoli guadagna il secondo posto. La linea interessa l’area metropolitana che coinvolge due milioni di abitanti e si estende per 142 km distribuiti su 6 linee e 96 stazioni. Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno ma oggi i numeri sono dimezzati. Salvo guasti, oggi viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso.

3. Al terzo posto la Reggio Calabria-Taranto, la linea che dovrebbe unire le regioni del Sud, i centri turistici e i porti, garantendo un servizio di qualità per studenti, turisti, lavoratori, attualmente in uno stato di grave degrado. Solo 4 collegamenti al giorno da Reggio a Taranto, per una durata minima di 6 ore e 15 minuti, ma con tre cambi e un tratto in pullman.

4. La linea Messina-Catania-Siracusa, al quarto posto della classifica di Legambiente, si inserice in un contesto ferroviario inefficiente, come quello siciliano, con solo 429 corse regionali in tutta la regione (sono 2.300 in Lombardia).

5. La Cremona-Brescia occupa il quinto posto grazie a treni più lenti rispetto a 15 anni fa (34 minuti nel 2002, 58 oggi), ritardi, soppressioni, carrozze sovraffollate, disagi dovuti allo spostamento del sottopasso di Brescia per i lavori dell’alta velocità. 

6. La Pescara-Roma è al sesto posto: ogni giorno il numero di pullman è tre volte quello dei treni, e su gomma si viaggia più veloci e più comodi con collegamenti che vanno dalla mattina presto alla sera tardi.

7. Al settimo posto troviamo i collegamenti per Casale Monferrato, con la linea per Vercelli e quella per Mortara che sono state chiuse a seguito dei tagli decisi dalla Regione Piemonte. Oggi ci vogliono fino a due ore in entrambe le direttrici perché costretti a cambi.

8. La tratta Bari-Martina Franca-Taranto si colloca all’ottavo posto a causa della lentezza dei treni (41 kmh) e alla presenza del binario singolo per gran parte della tratta che, secondo uno studio della Regione Puglia, potrebbe potenzialmente servire oltre 700 mila persone tra pendolari e turisti.

9. Nona posizione per i 52 km a binario unico della Treviso-Portogruaro utilizzata soprattutto dagli studenti e dagli utenti dell’Ospedale Riabilitativo di Motta di Livenza.

10. Ultima posizione per la Genova-Acqui Terme. Tratta con 46 km a binario unico, che ha subito forti tagli, caratterizzata da ritardi cronici dovuti a problemi durante l’attraversamento dei passaggi a livello, ai lavori di potenziamento della stazione di Rossiglione e quelli tra Genova Brignole e Genova Principe.

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