Di Maio promuove e aumenta lo stipendio all’amico autore dei tweet omofobi e sessisti

Dal 22 gennaio scorso Enrico Esposito è capo (e non più vice capo) dell'Ufficio legislativo del ministero dello Sviluppo Economico

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 27 Feb. 2019 alle 11:34 Aggiornato il 27 Feb. 2019 alle 13:19
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Immagine di copertina

Chi si ricorda di Enrico Esposito?

Forse questo nome non dirà granché, ma i suoi celebri commenti e tweet sono difficili da dimenticare.

“Comunque sono contento delle quote rosa al governo, almeno le leviamo da mezzo a una strada”.

“Non c’è modo migliore di onorare le donne mettendo una mignotta in quota rosa”.

Ancora: “Dolce e Gabbana chiusi per indignazione. Ma si può sempre entrare dal retro”. Sono alcuni dei tweet, risalenti a un periodo compreso tra il 2014 e il 2016, scritti sul suo profilo da Enrico Esposito, l’avvocato nominato dal ministro Luigi Di Maio, allora vicecapo dell’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico.

I tweet incriminati, dal contenuto sessista e omofobo, sono stati scoperti e pubblicati da l’Espresso che, in un articolo firmato da Mauro Munafò, ricorda come Esposito abbia condiviso gli studi universitari con il vicepremier pentasellato.

I due hanno studiato insieme presso l’Università Federico II di Napoli. Esposito si è laureato nel 2011 e ha proseguito la carriera da legale in diversi studi. Al Mise, accanto all’ex collega, è arrivata da alcuni mesi. Per l’incarico per cui è stato nominato, ottenuto su base fiduciaria perchè si tratta di un ufficio di diretta collaborazione del ministro stesso, Esposito percepirà uno stipendio da 65mila euro annui.

La notizia dei suoi tweet omofobi aveva però scatenato le polemiche di stampa e opposizione: l’onorevole di Forza Italia Michaela Biancofiore, nominata in uno di questi tweet, annunciò l’intenzione di querelare Esposito, mentre molti esponenti del Pd chiesero le dimissioni dello staffista del ministro e le scuse di Di Maio.

E invece no. Esposito, dopo la pubblicazione dell’articolo dell’Espresso, decise di replicare via social sostenendo di essere “vittima della macchina del fango” e affermando di non aver scritto lui quei tweet ma un suo “alter ego” razzista, omofobo e sessista che aveva creato per un programma radiofonico e chiamato “Gianni il Riccone”. Una replica che si dimostrò fallace e smentita dalla comparsa di nuovi commenti sui social caratterizzati dagli stessi toni.

Evitate le dimissioni e le scuse pubbliche, Esposito per le sue dichiarazioni pacate è stato invece premiato. Il vicepremier Luigi Di Maio ha deciso di promuoverlo aumentandogli lo stipendio. Sì, perché dal 22 gennaio scorso Enrico Esposito è capo (e non più vice capo) dell’Ufficio legislativo del ministero dello Sviluppo Economico.

Come riporta l’Espresso, si tratta di una qualifica che arriva dopo le dimissioni del precedente dirigente dell’ufficio e che permette a Esposito di essere promosso dopo appena 5 mesi dalla sua assunzione. Non solo: il suo precedente contratto aveva durata annuale: quello nuovo invece si estende per tutta la durata del mandato governativo.

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