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Tav, Di Battista: “Se Lega la vuole torni con Berlusconi e non rompa i c*******”, Salvini replica: “Nessuno stop”

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Alessandro Di Battista più agguerrito che mai. La Tav continua a dividere la maggioranza di governo. “Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi di euro tornasse da Berlusconi e non rompesse i coglioni”, ha detto l’esponente grillino.

“Questa storia che siamo per il no alle infrastrutture è una bugia. Noi siamo favorevoli all’alta velocità Pescara-Roma, Palemo-Catania, Roma-Matera, vogliamo investire su un’autostrada decente Asti-Cuneo, nella metropolitana di Torino e nei porti di Trieste e Genova. Per noi un Paese riparte dalle infrastrutture, ma quelle giuste per i cittadini e i pendolari”, ha detto Di Maio, ribadendo il suo no alla Tav.

“Il discorso è chiuso: finché il M5s sarà al governo il cantiere non inizierà”, aveva detto Di Maio.

Di Battista ancora più diretto: la Tav è una “stronzata”.

Immediata la replica di Matteo Salvini: “La Tav non serve a Salvini. Se si viaggia più veloce, serve agli italiani. Ci sono ingegneri, operai, imprenditori, pendolari, italiani che non vedono l’ora che i lavori ripartano. Faremo tutto il possibile perché sia così, ridimensionando il progetto, tagliando megastrutture, tagliando sprechi per investirli in altro, però dal mio punto di vista lasciare a metà un’opera non ha mai senso”.

E ancora, Salvini non si dà per vinto, sostenendo che un accordo con i compagni di governo si troverà: “Nessuno stop. Un conto sono le parole, un conto sono i fatti. L’intesa si trova sempre. Così è stato in questi otto mesi. E sarà così anche stavolta”, ha detto al Messaggero.

Minimizzando lo scontro, Salvini dice: “Il mio tono è quello del pragmatismo. Si può risparmiare un miliardo tramite alcune modifiche e si può rivedere in questo senso il progetto, come dice il Contratto di governo, e non vedo grandi problemi”.

“Non solo si va avanti con la Tav. Ma in una fase di rallentamento generale dell’economia, dalla Cina alla Germania, dobbiamo rilanciare con un grande piano di opere pubbliche, in cui rientra la Tav insieme all’ apertura e allo sviluppo di 400 progetti, da Nord a Sud”.

Salvini definisce quello delle opere pubbliche “un grande Piano Marshall”.

Sulla Tav schierato anche un altro esponente leghista, il governatore del Veneto Luca Zaia: “Salvini al cantiere della Tav non è stata una provocazione ma un semplice atto di coerenza. La Lega non ha mai cambiato idea: l’opera va fatta. Per la gente del Nord uno stop sarebbe inaccettabile”.

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