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Spadafora (M5s): “Il ddl Pillon non arriverà mai in aula”. E ora un’ala del M5s punta al dialogo con il Pd

Di Laura Melissari
Pubblicato il 2 Apr. 2019 alle 08:38 Aggiornato il 2 Apr. 2019 alle 08:40
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Immagine di copertina

Il ddl Pillon potrebbe non vedere mai l’aula. O almeno così promette il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora. Il deputato M5s, che già si era schierato in maniera più che esplicita contro il Congresso delle Famiglie, adesso ha aperto un nuovo fronte di scontro nel governo.

“Il provvedimento Pillon è chiuso, quel testo non arriverà mai in aula, è archiviato. Adesso bisogna scrivere un nuovo testo, che probabilmente prenderà anche qualcosa di buono, ma molto poco, per andare incontro ai temi del diritto di famiglia, ma non come aveva pensato Pillon”, ha detto durante un’intervista a Omnibus.

Spadafora promette un nuovo testo, con il coinvolgimento delle opposizioni e in particolare del Pd.

“La convinzione nel Carroccio è che ci sia qualcuno tra i pentastellati – si guarda all’ala movimentista che punta al dialogo con i dem – che voglia utilizzarlo per tentare lo strappo. Da qui l’invito rivolto ai parlamentari dai vertici del partito di via Bellerio di non rispondere a quelle che vengono considerate provocazioni”, scrive in un retroscena l’agenzia di stampa Agi.

Intanto Matteo Salvini difende il disegno di legge del leghista Pillon, sostenendo che si tratta di un buon punto di partenza, per introdurre l’affido condiviso, che oggi non è attuato.

E cerca lo scontro diretto con il deputato M5s. “Forse Spadafora non lo sa, o non è un problema che vive sulla sua pelle. Però è pieno di bambini che vengono usati dagli adulti per i propri litigi e non è corretto e non è giusto”, dice il vicepremier.

Contro Spadafora anche il capogruppo del Carroccio in Senato, Massimiliano Romeo: “Il Movimento può pensarla come vuole ma non si può certo archiviare quello che c’è scritto nel contratto di governo: sull’affido condiviso è molto chiaro, a partire dalla permanenza dei figli con tempi paritari tra i genitori. Il ddl Pillon, che è firmato anche dal M5s, rispecchia il contratto”.

La Lega punta molto sulla riforma del diritto di famiglia.

Critiche a Spadafora anche dalle opposizioni. “Vincenzo Spadafora come al solito fa il furbo. Se davvero vuole archiviare il ddl Pillon, il sottosegretario chieda ai senatori del M5S di ritirare le firme dalla proposta (cosa che ovviamente non è stata fatta fino ad ora) altrimenti le sue parole sono solo una presa in giro”, ha detto la senatrice dem Giuditta Pini.

Il ddl Pillon porta la firma di 9 senatori: 5 della lega e 4 del M5S. “Al contrario di quanto ha dichiarato il sottosegretario dei 5 stelle questa mattina, il Governo non può deciderne il ritiro o meno, è un atto del Senato. Domani ci sarà l’ufficio di presidenza della Commissione (giustizia, ndr) e lì verrà deciso cosa fare. La cosa più probabile è che faranno un testo base somma di più disegni di legge che trattano lo stesso tema. Tecnicamente quindi non si chiamerà più ddl Pillon, ma in un altro modo”, spiega la senatrice dem.

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