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Cose da sapere su Dante Alighieri

Il 14 settembre 1321 moriva in esilio a Ravenna uno dei massimi esponenti della letteratura italiana. Ci sono alcune cose, non necessariamente scontate, da sapere

Di TPI
Pubblicato il 14 Set. 2016 alle 09:46 Aggiornato il 14 Set. 2017 alle 08:33
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Immagine di copertina

Il 14 settembre 1321 moriva, in esilio a Ravenna, Dante Alighieri, scrittore e poeta tra i massimi della storia della letteratura italiana.

Sulla sua data di nascita, invece, non si hanno notizie certe, ma gli storici sostengono sia nato a Firenze tra il 22 maggio e il 13 giugno del 1265.

Poeta, scrittore, tra i padri della lingua italiana, Dante nacque in una famiglia guelfa, l’alleanza vicina al Papa e contrapposta ai ghibellini fedeli all’imperatore, in uno scontro politico che ebbe vita per circa duecento anni in Italia, dal Dodicesimo secolo fino alla nascita delle Signorie nel Quattordicesimo secolo.

Quando il poeta iniziò la sua attività letteraria, a Firenze era in corso un grande dibattito letterario che portò i letterati fiorentini a scostarsi dalla poetica siculo-toscana, e diede inizio a quello stile chiamato dolce stilnovo, considerato più dolce e soave.

Dante ricoprì anche diversi ruoli politici a Firenze, fino a quando la fazione guelfa, che controllava il capoluogo toscano, non si divise tra guelfi bianchi e guelfi neri. Dante, guelfo bianco, fu esiliato da Firenze nel 1301, quando la città era sotto il controllo dei neri. Questo lo portò a Forlì, Verona, e Ravenna, dove morì nel 1321.

Dante fu autore di numerose opere, ma quella per cui è maggiormente celebre in tutto il mondo fu la Divina Commedia. L’opera ebbe una notevole fortuna critica già tra i contemporanei di Dante, e negli anni successivi, raggiunse un’importanza tale da essere riconosciuta come la massima opera della letteratura italiana.

Un personaggio ricorrente nella letteratura di Dante è Beatrice Portinari, la donna che amava platonicamente di cui parla nella Vita Nova e che lo accompagna attraverso il Paradiso nella Divina Commedia.

Ci sono alcune cose, non necessariamente scontate, da sapere su Dante Alighieri:

– Il nome di battesimo di Dante era Durante, divenuto poi Dante in forma abbreviativa.

– Dante, in quanto nobile, partecipò in veste di cavaliere a diverse campagne militari condotte dalla città di Firenze. Tra queste, la battaglia di Campaldino contro Arezzo nel 1289 e la presa di Caprona contro Pisa nello stesso anno.

– Nella Divina Commedia, Dante inserisce Papa Celestino V nell’antinferno insieme agli ignavi, accusandolo di aver rinunciato per viltà al soglio pontificio. Tuttavia, la Chiesa cattolica venera Celestino V come Santo.

– Molte delle locuzioni usate da Dante nella Divina Commedia sono tuttora utilizzate nella lingua italiana per esprimere alcuni concetti. Tra queste, ad esempio, vi sono “Non ragionar di lor, ma guarda e passa”, “Vuolsì così colà dove si puote, ciò che si vuole, eppur non dimandar”, e “E quindi uscimmo a riveder le stelle”.

– Quando Dante morì, a Ravenna nel 1321, fu qui che le sue spoglie vennero sepolte. Tuttavia, la città di Firenze rivendicò più volte il possesso dei resti di Dante. Per evitare il trafugamento, i frati che officiavano il luogo della sepoltura, trasferirono più volte il corpo del poeta in luoghi segreti. Oggi la tomba di Dante si trova nella basilica di San Francesco a Ravenna.

– Nel corso della narrazione della Divina Commedia, Dante è in diverse occasioni vittima di svenimenti. Secondo Cesare Lombroso, inventore dell’antropologia criminale, stando a questi passi il poeta sarebbe stato affetto da epilessia. Altri studi, invece, hanno ipotizzato che potessero essere i sintomi di una narcolessia trasposta nel racconto poetico.

– Nel 1945, quando la Repubblica Sociale Italiana – fedele a Benito Mussolini – stava ormai per perdere la Seconda Guerra Mondiale, iniziò a ragionare di fortificarsi in Valtellina per un’ultima resistenza. Per dimostrare la pura italianità di questo territorio, l’intenzione dei fedelissimi a Mussolini era quella di trasferirvi le ceneri di Dante Alighieri. Alla fine la Repubblica Sociale Italiana si arrese prima di poter tentare quest’ultima resistenza, e le ceneri del poeta non furono trasferite.

– A testimonianza del suo ruolo fondamentale nella poetica e più in generale nella letteratura italiana, Dante viene spesso definito Sommo poeta o, più semplicemente, il Poeta.

– Il volto di Dante Alighieri comparse su diverse monete e banconote nelle lire italiane, e appare ancora oggi sulla moneta italiana da 2 euro. Inoltre, Dante compariva nelle monete da 2 lire sammarinesi.

– Nei numeri di Topolino, usciti tra l’ottobre 1949 e il marzo 1950, vennero pubblicati diversi episodi a fumetti chiamati L’inferno di Topolino, in cui il celebre personaggio della Disney, proprio come Dante, viaggiava attraverso l’Inferno.

– Alcuni attori hanno interpretato Dante Alighieri in diversi spot pubblicitari, rendendo di fatto il poeta testimonial del suo stesso marchio. Tra i prodotti pubblicizzati, la macchina da scrivere Olivetti M1, la compagnia telefonica Tim e i rotoli di carta igienica Regina.

– Dante Alighieri è il quinto nome più diffuso a cui sono dedicate strade nelle città italiane. Più diffusi di Dante ci sono Roma, Giuseppe Garibaldi, Guglielmo Marconi e Giuseppe Mazzini.

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