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Cosa dicono le persone quando scoprono che sono ebreo

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Il giornalista Simone Somekh ha raccolto le reazioni più assurde ed esilaranti che capita di sentirsi dire in Italia quando si confessa la propria fede ebraica

Cosa accade quando un ragazzo italiano si confessa di religione ebraica al compagno di banco o al vicino di casa? Quali sono le reazioni tipiche che caratterizzano e accomunano una società italiana poco abituata al contatto con il diverso?

Simone Somekh, un giovane giornalista italiano di tradizione ebraica, ha provato a rispondere a queste domande attraverso un filmato autoprodotto e condiviso sul suo canale Youtube; un filmato che raccoglie frasi dai toni più o meno accesi, esclamazioni colme di stupore che rasentano l’assurdo, pronunciate dagli italiani una volta scoperta la fede del loro interlocutore.

Tutto è nato su Facebook, dove Simone ha lanciato un appello ai suoi amici virtuali chiedendo loro di raccontargli le reazioni più estreme e divertenti riscontrate dopo essersi dichiarati di religione ebraica.

“L’idea nasce da una serie di esperienze personali e condivise da amici e conoscenti che hanno vissuto in un contesto simile al mio”, racconta a TPI l’autore del video. “La società italiana è focalizzata su un’omogeneità che non rispecchia la realtà in cui viviamo, una realtà ricca di culture, religioni ed etnie. Le comunità ebraiche esistono da più di duemila anni in Italia ed è destabilizzante che nonostante ciò si faccia ancora tanta fatica ad esporsi e ad accettare le diversità”.

Somekh, nato e cresciuto a Torino e residente ora a New York, associa questo insuccesso alle scuole italiane, apparentemente incapaci di educare le giovani generazioni ad una maggiore apertura, incapaci di accrescere consapevolezze necessarie per riuscire ad abbracciare nuove culture. Insomma, basterebbe aprire un libro per riuscire a soddisfare molti dubbi che affliggono i giovani italiani, per riuscire a sfatare innumerevoli miti e pregiudizi che da secoli si trascinano dietro.

“Ah quindi non sei italiano”, scopriamo essere tra le reazioni più comuni, come se le due identità, la religione ebraica e la nazionalità italiana, si escludessero per forza a vicenda. Troviamo poi in prima linea: “Non si direbbe, sembri normale” e “Buona giornata della memoria”; frasi a tratti esilaranti, a tratti sconcertanti.

“Certo è sempre bello far ridere, ma questo filmato serve principalmente a provocare, a far pensare, a far riflettere”, continua l’autore. “La curiosità per imparare è legittima, come è legittima la libertà di dire ‘Sì, sono ebreo’, senza dover necessariamente rispondere a domande assurde e cominciare un dibattito sul tema. E questo ovviamente vale per l’ebraismo come per il cristianesimo ortodosso, la religione islamica e tutte le altre minoranze”.

Il web ha reagito in modo entusiasta al filmato: fiumi di commenti, centinaia di condivisioni, migliaia di visualizzazioni, decine e decine di messaggi privati indirizzati al giovane giornalista che, peraltro, ad ottobre vedrà pubblicato il suo primo romanzo “Grandangolo” presso la casa editrice Giuntina.

“Un signore mi ha inviato un messaggio interessante e inaspettato”, conclude Simone. “Mi ha scritto che avrebbe voluto che condividessi, oltre alle affermazioni assurde, anche le dovute correzioni”. In realtà il video non vuole trasmettere insegnamenti di ordine storico o teologico, ma riuscire ad accendere una piccola luce necessaria per guardare oltre il buio dell’ignoranza e del pregiudizio.

Qui sotto il video di Simone Somekh:

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