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Libia, Conte: “Rischio ritorno del terrorismo”

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Credit: RYAD KRAMDI / AFP

Il 18 aprile il premier Conte ha tenuto un’informativa in Aula al Senato sul dossier libico dopo la chiamata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sullo stesso tema.

“Gli scontri sono proseguiti in un quadro di equilibrio tra le forze in campo. Si combatte soprattutto nel sud della capitale”, ha affermato il premier.

“Diverse zone della città di Tripoli sono state colpite da razzi Grad e anche a Sirte è stata avviata un’operazione” dei militari di Haftar.

“Circa 18mila persone hanno abbandonato le loro abitazioni. La stima dei morti e dei feriti” è difficile da stabilire e vi è “una recrudescenza del fenomeno terroristico”.

“Per quanto riguarda i flussi migratori” verso l’Ue “dalle informazioni in nostro possesso non emerge un quadro di imminente pericolo”. ” Non c’è tempo da perdere, il conflitto può degenerare in una guerra civile”.

La situazione in Libia – Dopo due settimane dall’inizio dell’offensiva del maresciallo Khalifa Haftar contro la capitale libica Tripoli la tensione non accenna a diminuire.

Nella notte tra il 17 e il 18 aprile i caccia dell’uomo forte della Cirenaica hanno effettuato due raid contro Wadi Rabie, una località a circa 30 chilometri da Tripoli, e su Suani beni Adem, a 25 chilometri dalla capitale.

Nell’attacco condotto dal maresciallo hanno perso la vita almeno 4 persone e altre 6 sono rimaste ferite. Alcuni osservatori temono che questo ultimo raid anticipi l’assalto finale alla capitale libica.

Le forze fedeli al premier del Governo di accordo nazionale, Fayez al Serraj, hanno invece ripreso il controllo di Azizia, cittadina a sud della capitale conquistato in precedenza da Haftar.

Intanto l’Oim ha aggiornato il bilancio delle vittime: dall’inizio delle ostilità ci sono stati 225 morti mentre sono 913 i feriti.

La chiamata Conte-Trump – Il 17 aprile il presidente degli Stati Uniti ha chiamato il premier Conte per parlare della situazione in Libia e riaffermare il suo sostegno all’Italia.

L’inquilino della Casa Bianca ha lodato l’impegno diplomatico del Governo Conte e sottolineato che, come già affermato più volte dal premier, l’unica soluzione possibile è quella “politica” e non militare.

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