Un concorso rivolto ai giovani per restaurare un palazzo del ‘500

Di Redazione TPI
Pubblicato il 1 Feb. 2019 alle 15:14
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Immagine di copertina
Il palazzetto Mergé di Frascati, oggetto del prossimo concorso ADSI

Mercoledì 6 febbraio alle ore 17:00 sarà presentata, presso l’Aula Magna della Notre Dame University di Roma, in via Ostilia 15, la seconda edizione del Concorso di idee aperto a studenti di architettura ed ingegneria, storia dell’arte ed economia, patrocinato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) del Lazio.

Il concorso, completamente gratuito, avrà quest’anno come oggetto le idee per la riqualificazione e il recupero autosostenibile di Villa Mergè a Frascati, una dimora storica con parco annesso risalente alla seconda metà del Sedicesimo secolo, la cui particolarità è aver mantenuto la disposizione degli ambienti originaria, tipica delle ville di Frascati, con il grande salone passante da facciata a facciata su cui si affacciano due ambienti comunicanti fra loro su entrambi i lati. Tutti gli ambienti della villa sono decorati da cicli pittorici di diversi autori tra cui spicca Agostino Tassi.

L’iniziativa, realizzata dalla sezione Lazio di ADSI, in collaborazione con la Fondazione Italiana Accenture e con il patrocinio di INARCH – Istituto Nazionale di Achitettura – e AICARR – Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Refrigerazione – mira a coinvolgere il mondo degli studenti, dei giovani professionisti, delle università e delle dimore storiche in un confronto concreto sulla conservazione e valorizzazione dei beni storico-architettonici.

Nell’ambito del concorso di idee si potranno creare gruppi interdiscipinali di studenti e neolaureati delle Università di architettura, ingegneria, storia dell’arte ed economia, che potranno valutare insieme diverse ipotesi sulla riqualificazione della dimora vincolata, prendendo in considerazione i vari aspetti del restauro, da quello estetico a quello economico, fino a quello giuridico, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale.

Potranno partecipare al concorso tutti gli studenti o neolaureati da meno di tre anni delle Università con sede nel terriytorio nazionale. In particolare hanno aderito all’iniziativa le facoltà di economia e architettura dell’Università di Roma Tre, dell’Università di Roma La Sapienza, dell’Università di Torvergata, la LUISS e l’università statunitense Notre Dame University. La Fondazione Accenture ha messo a disposizione la propria piattaforma tecnologica per la gestione dei bandi di concorso.

Le proposte dovranno essere presentate entro e non oltre il 28 aprile 2018. Per partecipare al concorso è necessario iscriversi sul sito bandoadsi.ideatre60.it.

Le idee saranno valutate da una Commissione di esperti di discipline economiche-finanziarie e di restauro architettonico, presieduta dal professor Giovanni Carbonara dell’Università La Sapienza, cui si aggiungerà in questa edizione Filippo Massimo Lancellotti, Presidente ADSI. Lazio, e un rappresentante della proprietà.

Ai tre gruppi che avranno presentato le proposte ritenute più meritevoli verrà offerto un riconoscimento in denaro. Si prevede inoltre la possibilità di un coinvolgimento in caso di sviluppo e realizzazione delle idee presentate da parte della proprietà.

Lo scorso anno, lo stesso concorso ha visto protagonista la rocca Farnese di Ischia di Castro.

L’Associazione Dimore Storiche italiane è un ente morale riconosciuto senza fini di lucro. Essa che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia.

Nata nel 1977, l’Associazione conta attualmente circa 4.500 soci e rappresenta una componente significativa del patrimonio storico e artistico del nostro Paese.

L’Associazione promuove attività di sensibilizzazione per favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, affinché tali immobili, di valore storico-artistico e di interesse per la collettività, possano essere tutelati e tramandati alle generazioni future nelle condizioni migliori.
Questo impegno è rivolto in tre direzioni: verso i soci stessi, proprietari dei beni; verso le Istituzioni centrali e territoriali, competenti sui diversi aspetti della conservazione; verso la pubblica opinione, interessata alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.

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