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Commenti su The Post Internazionale

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La nostra politica sui commenti agli articoli online

I commenti agli articoli sono una parte molto importante di un giornale online. Questo è la nostra politica a riguardo:

A noi di The Post Internazionale piace interagire con i nostri lettori e con la nostra comunità più in generale.

Crediamo sia doveroso un confronto con chi impiega il proprio tempo prezioso a leggerci e a informarsi sul nostro sito.

Noi non siamo un giornale che parla a se stesso e basta, senza farsi comprendere o senza ascoltare i suoi lettori.

Preferiamo puntualizzare su questo o quello e fare corretta informazione piuttosto che pensare spasmodicamente al prossimo post da buttare in rete in pasto ai lettori senza una coerenza e motivazione o una spiegazione.

Questo perché diamo molta importanza ai nostri lettori, verso cui sentiamo di avere un obbligo: quello di riportare i fatti, messi in ordine in modo chiaro, e produrre contenuti stimolanti e il più possibile originali.

Il nostro obiettivo è soddisfare la domanda dei lettori per una informazione chiara, corretta e trasparente.

Di conseguenza teniamo molto alle loro critiche e alle loro opinioni. Il che, naturalmente, non vuol dire che facciamo quello che vuole il pubblico, anche perché restiamo ben saldi e ancorati a quei valori che ci hanno portato fin qui sinora.

Ma snobbare o non rispondere a una critica, purché costruttiva, sarebbe una mancanza di rispetto innanzitutto nei confronti dei nostri lettori.

Secondo noi, pochi giornali italiani fanno questo oggi, ulteriore motivo per cui perdono sempre più lettori: sono giornali fatti da sessantenni che parlano a sessantenni.

Parlano cioè solo a loro stessi e non comunicano con i loro lettori in modo coerente, costruttivo e corretto.

Noi crediamo che questo confronto sia fondamentale per far tornare il lettore e il reporter – nelle rispettive parti che gli competono – al centro del giornale, e non lasciarli in disparte in nome di quale che sia esigenza commerciale o editoriale. Crediamo assolutamente nella libertà di parola.

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