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Cesare Battisti: in cella da solo e isolamento diurno, ecco le condizioni in cui sconterà l’ergastolo

Di Laura Melissari
Pubblicato il 15 Gen. 2019 alle 14:21 Aggiornato il 15 Gen. 2019 alle 14:21
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Immagine di copertina
Credit: Alberto PIZZOLI / AFP

Cesare Battisti, arrestato in Bolivia il 13 gennaio 2019, è arrivato nel carcere di Oristano, dove sconterà la sua pena.

Cesare Battisti sarà detenuto in uno dei reparti di alta sicurezza, dove sarà evitato qualunque suo contatto con altri detenuti.

Il regime detentivo per l’ex terrorista sarà duro: in cella da solo e 6 mesi di isolamento diurno.

Battisti ha trascorso la sua prima prima notte in una cella del blocco AS2. Oggi, 15 gennaio, ha avuto il suo primo colloquio in carcere con l’avvocato.

“Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai è tutto finito, ho 64 anni, sono malato, sono cambiato”: sono le prime parole di Cesare Battisti, arrivato nel carcere di Massama, ad Oristano. A riferirlo è l’ex parlamentare sardo Mauro Pili, che ha citato non meglio precisate fonti qualificate.

Il carcere di Oristano

La Casa di reclusione di Oristano “Salvatore Soro” si trova alla periferia della città sarda, nella frazione di Massama, e ospita fino a 266 persone. Si tratta di una prigione ad alta sicurezza, costruito per i detenuti pericolosi. Nel carcere sono state spesso detenute persone condannate per mafia o criminalità organizzata. Nel 2017 vi fu trasferito anche Massimo Carminati, condannato a 20 anni per il processo di Mafia Capitale.

Il carcere, attivo dal 2012, è suddiviso in sei sezioni detentive, due per piano, e ciascuna sezione è composta da 20 o 21 celle. Cinque delle sei sezioni sono dedicate ai detenuti in regime di alta sicurezza.

Nel 2016 il carcere è stato teatro di proteste a causa del sovraffollamento e delle condizioni dei detenuti e di uno sciopero della fame. A vigilare sui detenuti ci sono 136 agenti, oltre ad altre figure dirigenziali.

Cos’è l’ergastolo ostativo

L’ergastolo ostativo è una pena che si applica a soggetti accusati di reati di particolare gravità, come quelli di mafia o terrorismo, ed è destinata a coincidere, nella sua durata, con l’intera vita del condannato. Per questo sui certificati carcerari di questi condannati si legge la scritta “fine pena mai”.

L’ergastolano comune conserva la possibilità che la sua condizione sia periodicamente riesaminata ai fini dell’accesso ai benefici e alle misure alternative, mentre all’ergastolano ostativo, in assenza di una collaborazione, quegli istituti sono esclusi per sempre, a meno che, nel frattempo, non collabori o si verifichino altre particolari circostanze.

Per diversi costituzionalisti l’ergastolo ostativo è però incostituzionale perché contrasta col principio della rieducazione della pena. Negli anni la Consulta si è più volte pronunciata sul tema, ribadendone invece la costituzionalità ma aprendo la strada a un suo ammorbidimento tanto che nell’agosto dell’anno scorso per la prima volta un ergastolano ostativo, Carmelo Musumeci, ha ottenuto la liberazione condizionale grazie al suo percorso rieducativo particolarmente virtuoso.

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