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Caso Battisti, parla il Garante dei detenuti: “Marcire in carcere? È contro la Costituzione”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 16 Gen. 2019 alle 13:23 Aggiornato il 16 Gen. 2019 alle 13:29
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Immagine di copertina

Cesare Battisti: parla in Garante dei detenuti

Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute, Mauro Palma, in una nota pubblicata oggi critica fortemente la spettacolarizzazione dell’estradizione di Cesare Battisti (qui chi è Cesare Battisti e quali reati ha commesso).

Il garante scrive anche di aver parlato solo dopo aver “atteso che calasse il clamore attorno all’operazione che ha riportato Cesare Battisti alla doverosa realtà dell’esecuzione di quella pena che la giustizia gli ha inflitto per quanto commesso”.

Per Mauro Palma, il “punto di arrivo” della cattura di Cesare Battisti “avrebbe richiesto un atteggiamento sobrio sul piano istituzionale e su quello della comunicazione”, ma “non è stato così”.

“Poiché alle parole che cercano – in contrasto con la nostra Costituzione –  di dare alla pena il significato del «marcire in carcere»,  si sono aggiunti i video che dettagliatamente riprendono le varie fasi della traduzione in carcere della persona estradata, ritengo doveroso richiamare quanto affermato dal nostro ordinamento penitenziario, che all’articolo 42-bis comma 4, prescrive che nelle traduzioni siano «adottate le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità»”, sottolinea il Garante.

“L’articolo prosegue prevedendo sanzioni disciplinari per chi non osservi tale disposizione: certamente il legislatore non poteva supporre che fossero i vertici delle Istituzioni a non rispettarla”.

A destare polemiche, dopo la cattura di Battisti, è stata la pubblicazione di un video da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

“Questo video postato dal ministro della giustizia e pubblicato sulla rivista online ministeriale purtroppo si aggiunge a quel riferimento al «marcire» che il ministro dell’interno ha più volte espresso in suoi video: riferimento che indica una finalità della pena detentiva opposta a quella voluta dalla nostra Costituzione”, sottolinea il garante.

“Il Garante se da un lato confida – sulla base della più volte affermata volontà del ministro della giustizia del pieno rispetto della dignità di ogni persona – che si provvederà a rimuovere tali video, d’altro canto ritiene suo compito ricordare che epiteti, frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso il ricorso a un linguaggio del tutto estraneo a quello del Costituente, finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione di cui il Paese non ha certamente bisogno”.

QUI TUTTE LE LEGGI VIOLATE DALL’ITALIA NEL RIENTRO DI CESARE BATTISTI

Cesare Battisti, rientrato in Italia dopo oltre trent’anni di latitanza all’estero, è stato condannato per quattro omicidi e altri reati tra cui banda armata, rapina e detenzione di armi.

Il 13 gennaio 2019 Cesare Battisti è stato arrestato dall’Interpol in Bolivia, a Santa Cruz de la Sierra. Nelle ore successive è stato consegnato alle autorità italiane per l’estradizione.

Leggi anche: Il video di Bonafede su Battisti ha messo a rischio la copertura di un poliziotto?

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