Riace, la Cassazione accoglie in parte il ricorso di Domenico Lucano

I giudici di Piazza Cavour hanno accolto in parte il ricorso della difesa del sindaco sospeso di Riace contro l'ordinanza del riesame di Reggio Calabria che gli aveva imposto il divieto di dimora a Riace

Di Marco Nepi
Pubblicato il 27 Feb. 2019 alle 10:24 Aggiornato il 6 Mar. 2019 alle 12:05
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La sesta sezione penale della Cassazione ha accolto in parte il ricorso presentato dalla difesa di Domenico Lucano, il sindaco sospeso di Riace, contro la decisione con cui il Riesame, il 16 ottobre scorso, aveva revocato al primo cittadino gli arresti domiciliari imponendo il divieto di dimora nel territorio del comune calabrese, un borgo di 1.800 abitanti situato sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria.

Dopo la camera di consiglio che si è tenuta martedì 26 febbraio, i giudici di Pizza Cavour hanno accolto il ricorso di Lucano limitatamente al reato di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” e alle esigenze cautelari, rigettandolo invece nel resto.

Dopo il verdetto della Corte, la posizione di Lucano sembra alleggerirsi: tuttavia, è necessario attendere il deposito delle motivazioni per capire nel dettaglio i rilievi che i giudici del Palazzaccio hanno mosso all’ordinanza del Riesame dello scorso ottobre

Nella sua requisitoria, invece, il sostituto pg della Cassazione Ciro Angelillis aveva chiesto di rigettare il ricorso di Lucano, che è indagato nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione del progetto migranti nel comune di Riace. 

Domenico Lucano, intanto, continuerà a risiedere a Caulonia Marina.

Intervistato dall’Agi, Lucano aveva parlato del suo progetto di integrazione nel comune calabrese: “Immaginate la piazza di un paese, deserta. Una panchina su cui sono seduti due o tre anziani e nulla di più. Una realtà dove domina la rassegnazione. Poi, improvvisamente, il paese si anima, la piazza torna a popolarsi, a vivere, a regalare rumori e sorrisi”.

Il progetto dell’ex primo cittadino era diventato un modello di accoglienza, ottenendo riconoscimenti e l’attenzione della stampa internazionale. Il regista Wim Wenders aveva dedicato al Mimì Capatosta, come è soprannominato, il documentario Il volo. Il modello creato da Mimmo Lucano sta nell’avere sempre sostenuto di avere cambiato il concetto di integrazione e ospitalità, trasformando in una risorsa l’arrivo di quei barconi carichi di disperazione diventati, per Riace, l’occasione di rinascita.

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