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I casi di morbillo in Italia a inizio 2017 sono cinque volte di più rispetto al 2016

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Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute i casi registrati nei primi quattro mesi del 2017 sono 385, contro i 76 dell'anno precedente

I casi di morbillo registrati in Italia ad aprile 2017 sono cinque volte maggiori rispetto allo stesso mese del 2016: sono 385 contro i 76 dell’anno precedente. È quanto emerge dai dati che diffusi dal bollettino settimanale curato dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore della Sanità (Iss). Il numero totale di casi verificatisi da inizio 2017 sono 1920, almeno un terzo di questi presenta complicanze.

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Il 34% delle persone colpite dal morbillo ha avuto almeno una complicanza, come diarrea, polmonite, otite, epatite, insufficienza respiratoria, calo di piastrine, più raramente encefalite e convulsioni. Il 40% è stato ricoverato e il 15% ha fatto ricorso al pronto soccorso. Quasi tutte le regioni hanno segnalato casi, ma il 92% proviene da Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. Sono stati 176 i casi registrati tra gli operatori sanitari.

“Purtroppo i dati sul morbillo sono davvero preoccupanti e questo soprattutto a causa della grave e pericolosa disinformazione antiscientifica, fomentata anche da parte di alcune forze politiche, che ha portato negli ultimi anni le persone a non vaccinarsi”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Ansa la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.

Secondo la ministra è ora “fondamentale che le regioni applichino il nuovo Piano nazionale vaccini, anche e soprattutto attraverso la sensibilizzazione e la corretta informazione ai cittadini”. I vaccini, ribadisce Lorenzin, “sono sicuri e salvano vite”.

Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, sottolinea che “era previsto un aumento dei casi di morbillo, in conseguenza alla diminuzione delle vaccinazioni registrata negli ultimi anni. Ma stupisce la gravità dell’epidemia in corso, caratterizzata da un numero di complicanze particolarmente alto e circa il 40% delle persone colpite che sono state ricoverate in ospedale”.

Secondo Ricciardi, “siamo in piena epidemia, il mondo ci guarda interdetto e con allarme. Con questi numeri non stupirebbe che si verificasse un decesso. Come in Romania, dove da inizio anno sono stati registrati il doppio dei casi di morbillo rispetto all’Italia, circa 4000, e che hanno provocato finora ben 17 morti”.

Il morbillo, per il presidente dell’Iss, “è uno dei virus più contagiosi, più della stessa influenza. Una sola persona può contagiarne fino a 20”.

Il presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Alberto Villani, ha riportato i dati riguardanti l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. In quattro mesi, da gennaio a fine aprile 2017, i ricoveri di bambini colpiti dal morbillo si sono “decuplicati” rispetto allo stesso periodo del 2016, passando da quattro a 47.

“Il calo della copertura vaccinale per il morbillo sta portando, come previsto, ad un aumento dei casi. La malattia si diffonde ma è da tempo che le società scientifiche hanno messo in guardia: l’aumento dei casi è un dato atteso e frutto di una disattenzione collettiva”, ha dichiarato Villani.

Dei 47 ricoveri registrati fino al primo maggio, precisa Villani, “18 presentavano complicanze e oltre la metà, pari a 25, hanno riguardato bambini molto piccoli, sotto l’anno di età e che, quindi, non potevano essere già vaccinati”.

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