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Caso Siri, Raffaele Cantone (Anac): “La bancarotta è un reato grave, ma per Salvini no”

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 19 Apr. 2019 alle 13:57 Aggiornato il 19 Apr. 2019 alle 14:02
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Immagine di copertina
Credits: AFP

Raffaele Cantone, presidente dell’Anac – l’Autorità Anticorruzione – si è pronunciato sul caso di Armando Siri, scoppiato a seguito della notizia che vede il sottosegretario leghista ai Trasporti indagato dalla procura di Roma per corruzione.

Ospite di Circo Massimo su Radio Capital, Cantone definisce “grave” il reato di bancarotta fraudolenta per il quale il sottosegretario esponente del Carroccio venne condannato nel 2014.

E lo fa per replicare alle parole del leader del Carroccio, Matteo Salvini, che ha definito Armando Siri una “persona onesta e specchiata” proprio nonostante il sottosegretario abbia alle sue spalle il patteggiamento di una condanna a un anno e otto mesi per bancarotta fraudolenta.

“Il giudizio di specchiatezza – ha infatti dichiarato Cantone ai microfoni di Radio Capital – ha anche un che di soggettivo. Per me uno che patteggia una bancarotta è colpevole di una bancarotta. Poi io ho le mie valutazioni ritenendo che la bancarotta sia un reato grave, evidentemente il ministro Salvini la pensa diversamente”.

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