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Pronta la “vendetta” della Lega contro la proposta del M5s: a rischio i cannabis shop

Il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, in un’intervista al Giorno punta sulla linea dura e mette nel mirino i cannabis shop

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 16 Gen. 2019 alle 11:15 Aggiornato il 16 Gen. 2019 alle 11:36
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Immagine di copertina

La cannabis legale divide il governo Lega – Movimento 5 stelle. La proposta di legge presentata dal senatore Matteo Mantero e depositata a palazzo Madama è vista come una sfida dal Carroccio.

In fondo è stato uno dei ‘big’ del Movimento, Carlo Sibilia, che ha apertamente dichiarato di augurarsi che “Salvini cambi idea”. Il tutto dopo aver confessato in diretta a Un giorno da pecora, trasmissione di Rai Radio 1, di essersi fatto le “canne” quando “ero alle scuole superiori”.

Per il Movimento 5 stelle la cannabis “deve essere vista come una pianta che ha un principio attivo e che aiuta nelle malattie. Per questo “il tema va affrontato con i fatti, non con posizioni preconcette” e “il contratto di governo si può sempre aggiornare”. Una posizione che ha trovato il sostegno dell’associazione Luca Coscioni.

La sfida a Salvini è lanciata: “Avviamo un percorso parlamentare di audizioni, sentiamo magistrati, medici, esperti”. Ma la sfida è tutt’altro che raccolta. Anzi, la Lega è pronta a varare, se possibile, una linea ancora più dura.

Il ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, è infatti pronto a una stretta sui cannabis shop, negozi che vendono la cosiddetta “marijuana legale”. L’annuncio è in un’intervista al quotidiano Il Giorno:

“Vogliamo verificare che la diffusione dei cosiddetti grow shop sia coerente con la normativa vigente. La norma nata due anni fa ha finito per legittimare la commercializzazione al dettaglio della cannabis light, usata per altri fini. Fini – sottolineo – che il  Consiglio superiore di sanità non esclude possano essere pericolosi”.

Nel mirino del ministro Fontana c’è un po’ di tutto, dall’alcol – “troppi locali vendono birra ai giovani senza controllare l’età” – alle sigarette – “troppo facili da acquistare” – fino ad arrivare alla musica trap, che “troppo spesso” parla di consumo e spaccio i droga “come fosse una cosa normalissima”.

“Certi messaggi bisognerebbe evitarli”. Da qui alla strage della discoteca di Corinaldo il passo è breve: Sfera Ebbasta, uno dei trapper più conosciuti e amati dai giovanissimi, “è indagato per istigazione all’uso di sostanze stupefacenti” sottolinea il giornalista.

“Valuterà la magistratura” risponde Fontana: “Io sono cresciuto con le canzoni rap, genere da cui la trap deriva e che spesso usa immagini forti, ma quando si parla di minori bisogna capire fino a dove ci si può spingere”.

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