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Il governo rinnova il bonus cultura per i 18enni, ma ecco cosa cambia

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I 500 euro per i neo-maggiorenni sono stati rinnovati anche per il 2019, ma con alcuni importanti cambiamenti

Le critiche del ministro dei Beni culturali Bonisoli al Bonus cultura per i 18enni sono ben note, ma il governo Lega-M5S non è dello stesso parere.

I 500 euro per i neo-maggiorenni sono stati rinnovati anche per il 2019, ma con alcuni importanti cambiamenti. Rispetto agli anni precedenti, il bonus del prossimo anno sarà limitato all’acquisto dei libri: sono quindi esclusi concerti, spettacoli, cd e dvd.

Fino ad oggi, i fondi messi a disposizione per il progetto non sono stati utilizzati del tutto. Per poter accedere al bonus, i ragazzi devono usare l’app e registrarsi su Spid, l’identità digitale da chiedere alle Poste o ad altri emittenti autorizzati e sembra che questo passaggio abbia messo in difficoltà molti giovani.

Il governo adesso ha deciso di rinnovare il progetto, ma si potranno comprare solo libri, che risultano essere l’oggetto più acquistato tramite i fondi del bonus cultura.

Secondo i dati forniti dal Ministero dei beni culturali, tra il 2016 e il 2017 circa 600mila persone nate nel 1998 e nel 1999 hanno speso più di 163 milioni di euro per acquistare libri, musica e biglietti per l’ingresso a concerti, cinema, teatro, eventi culturali e musei.

Tuttavia, l’80 per cento di questi 163 milioni di euro, circa 132 milioni, sono stati spesi in libri. Come spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie), Ricardo Franco Levi, il bonus è stato utilizzato principalmente per l’acquisto di libri universitari e “ha avuto un ruolo simile ai fondi destinati all’acquisto dei testi scolastici in favore degli alunni delle scuole dell’obbligo”.

Il Ministero ha quindi riconosciuto l’utilità del bonus cultura, che ha premiato soprattutto il settore dell’editoria. In Italia tra l’altro la spesa per la cultura resta al di sotto della media europea, superata solo da Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Cipro, Grecia.

Nel 2017 il numero di persone che leggono è aumentato dell’1,2 per cento, ma i giovani sopra i 25 “inattivi” cioè che non vanno al cinema, non visitano un museo, non leggono un libro, restano il 38,8 per cento.

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