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Vi racconto perché provo piacere a farmi legare: la pratica del bondage senza tabù

Beatrice Giugliuto e la giovane studentessa Lily raccontano la loro esperienza con il bondage, pratica ancora sconosciuta ma che si sta diffondendo sempre di più

Di Valerio Nicolosi
Pubblicato il 26 Giu. 2018 alle 16:25 Aggiornato il 26 Giu. 2018 alle 16:29
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Immagine di copertina

Il bondage è una pratica che si sta diffondendo in tutta Italia, ma è ancora relegata ad una nicchia di pochi amanti del genere e che da fuori è riconosciuta come qualcosa di perverso e a tratti sadomaso.

Si tratta di un mondo sconosciuto ai più ma che suscita curiosità a molti. Ne è la prova è la diffusione sempre maggiore di serate a tema, di corsi individuali o collettivi, di festival dedicati con ospiti internazionali, filmografia e libri che raccontano storie basate sul bondage.

Il fenomeno commerciale del libro “Cento sfumature di grigio”, il suo antenato cinematografico “Killing me softly” e tanta altra letteratura hanno reso famoso il bondage e le pratiche BDSM.

La storia ha come voce narrante quella di Beatrice Giugliuto, legata e collegata a quella di una giovane studentessa di nome Lily.

Beatrice è la donna che si è fatta spazio come “top” (la persona che lega) in un ambiente maschilista, scardinando l’immaginario stereotipato dell’uomo dominatore e della donna sottomessa.

Lily è una studentessa che si è appassionata al bondage proprio grazie alla letteratura ed è dopo aver letto un libro ha deciso di diventare “bottom” (la persona che si fa legare). “Farmi legare mi aiuta a sfogare ogni emozione repressa, sia negativa che positiva” afferma Lily “perchè questa pratica va ben oltre il sesso e spesso quest’ultimo non è proprio contemplato” conclude Beatrice.

Insomma, un mondo da scoprire senza pregiudizi: 

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