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Il presidente dell’Inps Tito Boeri contro la manovra: “Aumenteranno le tasse e il lavoro nero”

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Tito Boeri, presidente dell’Inps, torna ad attaccare duramente il governo. Questa volta Boeri se la prende con i due provvedimenti cardine della manovra del governo giallo-verde: quota 100 e reddito di cittadinanza.

Boeri, intervistato dal quotidiano La Stampa, sostiene che “sulle pensioni anticipate i soldi previsti non basteranno. Dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio di non rispettare il tetto di spesa c’è”.

Con la manovra varata a fine dicembre 2018, le tasse sono destinate ad aumentare, così come potrà aumentare il lavoro nero. “La durata triennale potrà spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato e il divieto di cumulo è sbagliatissimo”, dice Boeri. “Ci obbligherà a mandare ispettori per controllare che non versino i contributi!”.

Il reddito di cittadinanza poi “va contro le famiglie. Io ero e sono favorevole a una misura di sostegno alla povertà e ho apprezzato il fatto che le ultime bozze si sono avvicinate a una estensione del reddito di inclusione in vigore. Ma è vero che nel testo ci sono diverse incongruenze. La misura spiazza il lavoro al Sud. Un single con reddito zero può aspirare a 9.360 euro all’anno: sa quanti sono i lavoratori dipendenti al Sud che hanno redditi da lavoro inferiori a quella somma? Il 43 per cento. Ciò significa che quasi un giovane su due da quelle parti potrà essere messo di fronte a due alternative entrambe allettanti: smettere di lavorare o essere pagato in nero per ottenere comunque il sussidio”, spiega Boeri.

Il reddito di cittadinanza inoltre penalizza le famiglie numerose dove sono concentrati i poveri. “Una famiglia con tre figli prende il doppio di un single, una famiglia con cinque figli lo stesso”, spiega Boeri.

A febbraio scadrà il mandato di Boeri all’Inps. “Dovrebbero avere da tempo individuato un sostituto, anzi faccio un appello al governo perché faccia in fretta: prima lo nominano, più tempo avrò per un serio passaggio di consegne”. Fra reddito di cittadinanza e quota 100, conclude Boeri, “c’è da gestire una mole di lavoro impressionante”, spiega Boeri.

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