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Biglietti concerti nominativi: in manovra l’emendamento “anti bagarini”

Di TPI
Pubblicato il 24 Dic. 2018 alle 13:41 Aggiornato il 24 Dic. 2018 alle 13:44
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Immagine di copertina

Biglietti concerti nominativi | A decorrere dal 1 luglio 2019, “ferme restando le specifiche disposizioni in materia di manifestazioni sportive, per le quali continua ad applicarsi la specifica disciplina di settore”, i titoli di accesso a concerti e – in generale – a qualsiasi “attività di spettacolo in impianti con capienza superiore a 5mila spettatori” saranno nominativi.

Come avviene, quindi, per le partite di calcio per acquistare il biglietto di un concerto servirà portarsi dietro un documento di identità. Inoltre sul titolo d’accesso sarà riportato nome e cognome “del soggetto che fruisce del titolo di accesso, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali”. 

A stabilirlo un comma della manovra, approvata dal Senato e ora in terza lettura alla Camera. 

L’accesso all’area dello spettacolo sarà subordinato al riconoscimento personale, “attraverso controlli e meccanismi efficaci di verifica dell’identità dei partecipanti all’evento, compresi i minorenni”. 

Sono esclusi da tale prescrizione solo gli spettacoli di attività “lirica, sinfonica e cameristica, prosa, jazz, balletto, danza e circo contemporaneo”. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, “adottato previa intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali e sentita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione sono stabilite le regole tecniche attraverso cui i siti internet di rivendita, i box office autorizzati o i siti internet ufficiali dell’evento assicurano la rimessa in vendita dei titoli di ingresso nominativi o il cambio di nominativo. 

L’obiettivo è evitare l’acquisto di biglietti fuori dai circuiti ufficiali. Sarà ovviamente possibile variare – “a titolo non oneroso” – il nome del titolare del biglietto “attraverso la modifica delle generalità del fruitore addebitando unicamente congrui costi relativi alla gestione della pratica di modifica dell’intestazione nominale”.

Diverse però le conseguenze che rischiano di mettere in crisi il settore. Come denunciano le organizzazioni del comparto, non sarà ad esempio più possibile regalare biglietti a un conoscente che potrà poi invitare chi vuole al concerto. Dure conseguenze anche per la distribuzione attraverso agenzie, sponsor o bus organizzati.

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