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“Al via 3360 assunzioni tra personale amministrativo e magistrati”: la promessa del ministro Bonafede

Il ministro della Giustizia promette anche di snellire il sistema giudiziario

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 26 Gen. 2019 alle 15:40
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Oltre 324 milioni di euro per la giustizia nel bilancio di previsione e via libera a 3360 assunzioni, tra personale amministrativo, giudiziario e i vincitori del concorso di magistratura, bandito dal governo Gentiloni.

Questa la promessa del Guardasigilli Alfonso Bonafede, che si vanta della grande attenzione che ha dedicato alle riforme nel settore della giustizia per aiutare i cittadini e per restituire “competitività e credibilità, anche internazionale, all’intero sistema Paese”.

“Non nascondo la mia soddisfazione per aver fatto della giustizia, finalmente, una priorità di questo Paese: si consideri che il bilancio di previsione per il 2019 nell’area giustizia, prevede un aumento rispetto all’anno precedente di oltre 324 milioni”.

“Grazie a questo sforzo vi annuncio con orgoglio che è prevista l’assunzione di 3mila unità di personale amministrativo e giudiziario, che troveranno poi una collocazione omogenea sul territorio ispirata ai criteri che valorizzino le peculiarità dei vari uffici giudiziari; l’assunzione di 360 magistrati già vincitori di concorso; il primo aumento della pianta organica dopo quasi vent’anni, pari a 600 magistrati nel prossimo triennio”.

Altro tema importate quello delle riforme, che secondo Bonafede sono una delle sue priorità. Il ministro ha annunciato la presentazione di un disegno di legge per “semplificare la liquidazione delle istanze, estendere il patrocinio a spese dello Stato anche nei procedimenti di mediazione e alle procedure di negoziazione assistita, quando tali procedure costituiscono condizione di procedibilità”.

L’obiettivo di Bonafede è “rendere la giustizia maggiormente fruibile anche per i meno abbienti”, oltre a ridurre i tempi del processo civile “per ottenere una giustizi in tempi certi e ragionevoli”.

Il disegno di legge, secondo quanto spiegato dal ministro, deve portare “allo snellimento del processo, al fine di renderlo uno strumento flessibile, adeguato ai casi concreti, con eliminazione degli istituti che rappresentavano solo momenti di rallentamento dei tempi della procedura”.

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