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Mafia, è stato arrestato un ex deputato regionale Pd “a disposizione” di Matteo Messina Denaro

Di Laura Melissari
Pubblicato il 5 Mar. 2019 alle 09:28
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Paolo Ruggirello ex deputato regionale del Pd in Sicilia è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa e considerato a disposizione del clan nel regno di Matteo Messina Denaro.

La procura distrettuale antimafia di Palermo aveva aperto un’indagine che ha condotto nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2019 all’arresto a Trapani di 25 persone. I carabinieri del Nucleo Investigativo, dopo intercettazioni e pedinamenti, hanno fatto un blitz che ha portato in manette numerose persone della cosca di Cosa nostra trapanese.

Paolo Ruggirello è accusato dagli inquirenti di “consapevole e voluta adesione agli interessi di Cosa nostra”. L’ex deputato fu lo sponsor politico di Lillo Giambalvo, consigliere comunale di Castelvetrano e “ammiratore” di Matteo Messina Denaro.

Ruggirello è noto per i cambi di casacca: un tempo militava nel movimento autonomista di Raffaele Lombardo, per poi passare al centrodestra di Nello Musumeci e infine nel Pd. Nel 2018 Ruggirello, candidato al Senato, non viene eletto.

Al blitz hanno preso parte 200 carabinieri in azione nell’operazione “Scrigno” che smantella il mandamento mafioso di Trapani.

L’indagine è stata coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudio Camilleri. Contestati i reati di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento e altro.

Tra gli arrestati anche Ivana Inferrera, ex assessora del Comune di Trapani e i fratelli capimafia Francesco e Pietro Virga, figli di Vincenzo Virga boss ergastolano di Trapani. I due decidevano le cose importanti della famiglia trapanese e avrebbero raccolto voti per Paolo Ruggirello, tre volte parlamentare regionale, nella scorsa legislatura anche deputato questore, in cambio di favori e soldi.

Cosa nostra trapanese, guidata dal boss Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993, punta tutto sull’edilizia, sullo smaltimento rifiuti e sul turismo. Attività “rispettabili” a discapito delle tradizionali attività criminali.

La nuova frontiera economica e politica della mafia trapanese era sull’isola di Favignana. Il punto di riferimento della cellula di Cosa Nostra sull’isola era un anziano boss, oggi arrestato, Vito D’Angelo.

Il presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra, commenta così su Twitter il blitz antimafia di Trapani: “Buongiorno con ‘Scrigno’, operazione Dda Palermo che arresta in quel di Trapani e provincia per mafia 25 ‘meschini’. Fra cui anche ex deputato regionale Pd Ruggirello, perché prendeva voti dai mafiosi arrestati. Schifo! Ma quando lo Stato reagisce, c’è da esser orgogliosi”.

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