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Alluvione 2011, la Cassazione chiede di ridurre la pena per l’ex sindaca di Genova

Di Laura Melissari
Pubblicato il 12 Apr. 2019 alle 21:15 Aggiornato il 12 Apr. 2019 alle 21:19
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Immagine di copertina

La Cassazione ha deciso sulla ex sindaca di Genova Marta Vincenzi, nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione del 2011 a Genova. Ci sarà un processo d’appello bis: viene confermata la responsabilità per omicidio colposo ma cade quella di falso.

Nell’alluvione a Fereggiano erano morte 4 donne e due bambine.

Il legale di Marta Vincenzi ne aveva chiesto l’assoluzione .”Il piano di emergenza per Genova stabiliva la permanenza di un volontario sul punto critico poi colpito dall’esondazione invece questo volontario dopo un primo controllo non è più tornato sul posto”, ha detto il legale, Franco Coppi.

Era proprio il volontario che avrebbe consentito, se il Comune fosse stato avvisato in tempo, di ordinare ai presidi di non far uscire i bambini dalle scuole, bloccare il traffico delle auto e fare tutto quello che era stato predisposto dall’amministrazione comunale, secondo la difesa.

I familiari delle vittime sostengono però che quello che è successo non può essere imputabile a una sola persona, ma è stato tutto il sistema di prevenzione che non ha funzionato.

Il procuratore generale della Cassazione aveva chiesto un processo d’appello bis per gli imputati per rideterminare la pena.

L’allora sindaca era stata condannata per responsabilità nel disastro e per omicidio colposo.

Tra gli condannati, oltre la sindaca, anche l’ex assessore comunale alla Protezione civile Francesco Scidone, il dirigente comunale Gianfranco Delponte, Pierpaolo Cha e Sandro Gambelli e il capo dei volontari Roberto Gabutti.

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