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“Mio cugino minacciato di morte perché nero”, la denuncia della candidata sindaca di Firenze Antonella Bundu

Di Laura Melissari
Pubblicato il 8 Apr. 2019 alle 18:30 Aggiornato il 8 Apr. 2019 alle 18:31
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Immagine di copertina

La candidata sindaca di Firenze Antonella Bundu ha denunciato l’aggressione razzista subita dal cugino, offeso e minacciato di morte a una fermata del tram. “Un gruppetto di ragazzi gli ha chiesto cosa stesse guardando con aria di sfida. Hanno cominciato a urlargli contro, dandogli del negro di merda e lo hanno minacciato di morte”, ha raccontato Bundu.

“J ha chiamato i carabinieri che non sono venuti, ma che lo hanno richiamato successivamente per sapere se c’era ancora bisogno, dopo che i ragazzi se ne erano già andati”, prosegue la candidata della coalizione che riunisce Firenze città aperta, Rifondazione comunista, Possibile, Sinistra italiana e Mdp.

“Io, donna nera e di sinistra. Haters non vi temo”. A TPI parla Antonella Bundu, candidata sindaca di Firenze

A prendere le difese del giovane è stato un signore italiano, che insieme a una signora lo ha calmato, dicendogli di non reagire.

“J. adesso ha paura, perché se il branco di fascisti si sente di poter agire in pieno giorno, in pubblico così, significa che c’è qualcosa che non va e questo clima di odio va interrotto prima che sia troppo tardi”, ha denunciato su Facebook la candidata sindaca.

Secondo Bundu la frequenza con cui si stanno ripetendo gli episodi razzisti è ormai preoccupante. E racconta che lei stessa qualche anno fa era stata chiamata “negra di merda”. In quel caso la donna fu denunciata e condannata dal tribunale.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, avversario politico di Bundu alle prossime amministrative di maggio, ha espresso solidarietà all’uomo vittima dell’aggressione razzista.

Il sindaco Nardella si è dichiarato disponibile a mettere a disposizione delle forze dell’ordine le immagini delle telecamere. Mi auguro che le tante telecamere installate in città dal sindaco servano almeno a individuare i responsabili ma non è certo quello il modo di arginare il clima di intolleranza che si sta diffondendo sempre più anche a Firenze, come nel resto del paese”.

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