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Gli scout cattolici del Lazio contro il decreto sicurezza: “Pericoloso, rischia di contrarre molti diritti dei più deboli”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 9 Gen. 2019 alle 10:29 Aggiornato il 9 Gen. 2019 alle 10:29
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Immagine di copertina

Non si ferma l’opposizione degli scout dell’Agesci al decreto sicurezza. La regione Sicilia si era già schierata contro la legge fortemente voluta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ed è stata seguita dall’Agesci Lazio.

Mossa dalla sua missione principale che è quella di “costruire un mondo migliore” ed educare le nuove generazioni, l’Agesci Lazio, che conta più di 15mila soci, vede nel decreto sicurezza “pericolosi elementi di contrazione dei diritti, rischiando di non garantire a tutti pienamente il principio evidenziato, ma anzi creando delle potenziali situazioni di ingovernabilità dei fenomeni e dei flussi in essere”.

“Abbiamo sentito l’esigenza di prendere posizione contro il decreto sicurezza, alla luce della scelta politica del nostro Patto educativo e dei nostri valori cattolici, per ribadire il nostro impegno come associazione educativa al fianco degli ultimi”, hanno dichiarato Francesco Scoppola e Francesca Orlandi, responsabili regionali dell’Agesci Lazio a TPI (The Post Internazionale).

L’Agesci Lazio condivide le parole del Cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza episcopale europea, il quale mette al centro la necessità che “le persone che hanno un bisogno vero, serio e onesto possano trovare un aiuto perché fuggono da situazioni disperate”, così come l’appello di Mons. Forte, Presidente della conferenza episcopale abruzzese–molisana il quale ribadisce che “c’è un primato della coscienza che esige la solidarietà verso i più deboli e se si dimentica questo, ogni barbarie diventa possibile”.

A questo link il comunicato integrale dell’Agesci Lazio

“Non spetta a noi, in quanto associazione educativa, valutare la costituzionalità di una legge dello Stato, ma sentiamo necessario, alla luce anche di quanto contenuto nel nostro Patto Associativo, il bisogno di ribadire in maniera forte l’importanza di essere tutti costruttori di una società in cui la solidarietà e l’accoglienza siano centrali”, si legge in una nota.

“Come Agesci Lazio ci sentiamo quindi impegnati affinché la parola accoglienza non sia una parola vuota, ma si concretizzi sempre di più come la sfida più forte con cui la nostra società è chiamata a confrontarsi per essere responsabilmente parte di una società più equa e giusta”.

Parole simili a quelle espresse alcuni giorni fa anche dall’Agesci Sicilia, che vedeva nel decreto sicurezza il rischio che molti dei cittadini stranieri residenti da diversi anni nelle nostre città tra poche settimane, possano “essere privati di assistenza e diritti, quei diritti inviolabili di cui ogni essere umano non può essere privato”.

Dure le parole degli scout cattolici che sostengono la necessità di una disobbedienza civile nei confronti di leggi “palesemente in contrasto con i principi di accoglienza e con la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

“L’Agesci, promotrice di azioni concrete di servizio e di educazione dei più giovani ai valori della fratellanza, uguaglianza, e cittadinanza responsabile, da sempre attenta alle istanze dei singoli territori e alle esigenze di chi si ritrova a essere debole, comprende le iniziative di “disobbedienza civile” nei confronti di leggi palesemente in contrasto con i principi etici di accoglienza e rispetto e con numerosi pronunciamenti della Corte Costituzionale oltre che con la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; leggi dello Stato che, per gli effetti che produrranno, sono state definite “disumane” dalla Chiesa di Palermo”, si legge.

Gli auspici dell’Agesci sono chiari: “attraverso tutti gli strumenti del confronto democratico, si giunga in tempi rapidi e nelle sedi istituzionalmente preposte, a una profonda revisione del Decreto Sicurezza attualmente in vigore”.

L’Agesci è la più importante associazione scout italiana, che conta circa 185mila iscritti. Uno dei pilastri del patto associativo Agesci è la “scelta politica”: “La scelta di azione politica è impegno irrinunciabile che ci qualifica in quanto cittadini, inseriti in un contesto sociale che richiede una partecipazione attiva e responsabile alla gestione del bene comune”, si legge nel documento.

L’Agesci solitamente non prende posizioni politiche a favore di partiti e movimenti, tuttavia, “la diversità di opinioni presenti nell’Associazione non deve impedirci di prendere posizione in quelle scelte politiche che riteniamo irrinunciabili per la promozione umana. Ci impegniamo pertanto a qualificare la nostra scelta educativa in senso alternativo a quei modelli di comportamento della società attuale che avviliscono e strumentalizzano la persona”, dice l’Agesci, che è un’associazione esplicitamente anti-fascista.

L’Agesci si impegna a rifiutare tutte le forme di violenza che impongono il diritto del forte sul debole, che danno spazio alle discriminazioni razziali e che non rispettano la dignità della persona.

È questo il motivo per il quale alcune regioni hanno sentito l’esigenza di prendere posizione contro il decreto sicurezza.

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