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Disastro Ethiopian, Air Italy a TPI: “Nella nostra flotta gli stessi boeing, ma i nostri sono sicuri”

Dopo il disastro aereo avvenuto in Etiopia la compagnia Air Italy che utilizza gli stessi boeing rassicura sulla sicurezza dei propri aeromobili

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 11 Mar. 2019 alle 11:41 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:02
Immagine di copertina
Credit: AirItaly

Dopo l’incidente di domenica del volo fra Addis Abeba e Nairobi che ha causato la morte di 157 persone (tra cui 8 italiani), Ethiopian Airlines ha annunciato di aver “sospeso” l’uso dei Boeing 737 MAX 8.

In un comunicato, la compagnia ha dichiarato di aver deciso, dopo il “tragico incidente”, di “lasciare a terra tutta la flotta dei Boeing 737 MAX 8 a partire da domenica stessa, 10 marzo” e “fino a nuovo ordine”.

In Italia il Boeing 737 Max 8 non è molto diffuso. Attualmente l’unica compagnia aerea che utilizza questo tipo di veivolo è Air Italy, azienda nata dalla fusione tra la Meridiana e la Qatar Airways. Sono 3 i velivoli in dotazione, modelli in tutto e per tutto identici a quello diretto a Nairobi che si è schiantato ieri vicino ad Addis Abeba.

Oltre al volo della Ethiopian Airlines, a ottobre scorso, era precipitato in mare, pochi minuti dopo il decollo dall’aeroporto di Jakarta, un 737 Max 8 della compagnia aerea indonesiana Lion Air, che ha provocato la morte di 189 persone a bordo.

Il livello di sicurezza di questo modello di aeromobili comincia dunque a destare perplessità. Ne abbiamo parlato con Air Italy per ottenere maggiori informazioni.

Loredana De Filippo dell’ufficio stampa di Air Italy spiega a TPI: “Per la nostra compagnia aerea, la sicurezza dei nostri passeggeri è da sempre la principale priorità. Con riguardo al B737 Max 8 e a tutti gli aeromobili operativi in flotta, la compagnia si trova in piena conformità con le disposizioni delle autorità aeronautiche e alle procedure operative e direttive del costruttore”.

Che tipo di controlli sono previsti dall’azienda?

I controlli sui nostri aeromobili sono costanti e avvengono prima di ogni volo. Ovviamente sono tutti controlli di routine fatti in coerenza con le normative sulle sicurezza aerea che sono particolarmente stringenti e che noi seguiamo pedissequamente. Inoltre la compagnia fa ulteriori accertamenti in proprio.

Siamo coerenti con tutto ciò che è necessario fare da questo punto di vista. Bisogna rispettare i tempi e le informazioni che arriveranno dalle autorità aeronautiche che stanno cercando di capire, insieme al costruttore, gli eventuali problemi presentatisi durante il disastro in Etiopia se siano estendibili anche agli altri aeromobili.

Avete intenzione di incrementare i controlli dopo questi ultimi eventi?

Queste procedure vengono costantemente seguite dall’azienda insieme alle autorità. In ogni aeroporto ci sono le autorità aeronautiche che hanno i team di ingegneri ed esperti incaricati di seguire i controlli. Quindi la security non viene gestita in auotonima dall’azienda ma le operazioni vngono fatte sempre insieme alle autorità. Aspetteremo le loro direttive.

Possiamo quindi rassicurare i passeggeri.

Il livello della cultura della sicurezza nel nostro Paese è molto alto. Il volo è una cosa in sé molto affascinante ma genere sempre un po’ di preoccupazione perché è innaturale per il nostro fisico, per cui non bisogna creare allarmismo. Abbiamo una lunghissima e approfondita cultura della sicurezza, abbiamo professionisti nel campo ingengeristico di grande livello.

Intanto l’agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha fatto sapere di star “monitorando da vicino” la situazione. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. “È troppo presto per fornire indicazioni alle compagnie europee, o per agire”, ha detto il portavoce. L’Easa è in contatto con l’autorità americana Federal Aviation Administration (Faa) e con le autorità etiopi.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Pd Michele Anzaldi che in un post su Facebook ha dichiarato: “Sul Boeing 737 Max-8 caduto in Etiopia la casa madre Boeing sa già perfettamente cosa è successo, perché ha tutti i dati tecnici e le informazioni di volo minuto per minuto: trattandosi di un aereo di ultimissima generazione vengono trasmessi in continuità via satellite.

Perché l’Enac non chiede questi dati? Perché non chiede di sapere subito cosa è successo, visto che ci sono 8 vittime italiane e che questo tipo di velivolo è quotidianamente utilizzato da diverse compagnie nel nostro Paese?”, si chiede il deputato che ha fatto sapere di aver presentato un’interrogazione al ministro Toninelli affinché chieda all’Ente nazionale per l’aviazione civile immediate verifiche e spiegazioni.