Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il “muro della vergogna” tra Turchia e Siria di cui nessuno parla

Immagine di copertina

La costruzione della barriera, cominciata nel 2014, sarà completata entro aprile 2017. Sono già state registrate violenze ai danni dei siriani al confine

Il governo turco sta costruendo un muro alto tre metri al confine tra Turchia e Siria. Dal 2014 e a gennaio 2017 la barriera ha raggiunto la lunghezza di 290 chilometri sui 511 chilometri previsti.

Si tratta di uno dei muri più lunghi mai costruiti, anche se la notizia è passata finora sotto silenzio. Secondo il sito Komnews, i critici l’hanno già definito il “muro della vergogna”.

Il progetto turco fa discutere, soprattutto dopo che il primo ministro turco Binali Yildirim aveva criticato la proposta di Donald Trump di bloccare l’ingresso dei messicani negli Stati Uniti.

“Voi costruite muri, ma i muri non sono mai una soluzione”, ha detto Yildirim in occasione di un incontro a gennaio con la leader inglese Theresa May. “Finiranno per essere buttati giù come è successo con il muro di Berlino”.

*Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come.*

Costruito in cemento su suolo siriano e sormontato da filo spinato, il muro è una violazione dei confini territoriali. Inoltre, secondo l’amministrazione della Siria settentrionale, è un tentativo di dividere i gruppi curdi che si trovano in quella zona.

Il ministro degli Esteri siriano ha invocato l’intervento delle Nazioni Unite perché considera l’iniziativa turca in contrasto con il principio delle pacifiche relazioni tra vicini.

I lavori di costruzione del muro sono gestiti per due terzi direttamente dall’ente turco per l’edilizia pubblica Toki. Dal 2003 l’agenzia si è già occupata della realizzazione di stazioni di polizia e checkpoint nel sud-est della Turchia. Toki è anche coinvolta nella ricostruzione delle città distrutte a causa degli scontri tra le forze di sicurezza turche e gruppi sostenuti dal Partito curdo dei lavoratori nelle regioni controllate dai curdi (Pkk).

“I costi non sono elevati e stiamo costruendo anche 260 chilometri di strade e torri alle spalle del muro che sono cruciali per la nostra sicurezza”, ha detto a Reuters Ergun Turan, presidente di Toki, aggiungendo che la fine dei lavori per il muro è prevista per marzo-aprile 2017.

Anche se il muro non è stato ancora completato, fonti militari hanno registrato migliaia di tentativi di accesso illegale già dal 2015. Nel 2016 il fenomeno si è sensibilmente ridotto, ma la barriera ha bloccato anche i rapporti commerciali lungo il confine, danneggiando l’economia locale. I rifugiati, inoltre, denunciano continue violenze subite dalle guardie di frontiera turche.

Human Rights Watch ha confermato un aumento degli episodi violenti ai danni dei richiedenti asilo siriani a seguito dell’accordo tra la Turchia e l’Unione europea per bloccare l’immigrazione in Europa.

**Non restare fuori dal mondo. Iscriviti qui alla newsletter di TPI e ricevi ogni sera i fatti essenziali della giornata.** 

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Esteri / Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre 100 in Libano e quasi 30 nella regione. Usa e Israele continuano i raid. Teheran contrattacca in Qatar, Bahrein, Kuwait, Iraq ed Emirati. Colpito un aeroporto in Azerbaigian. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 4 quartieri alla periferia di Beirut. Smotrich: "Assomiglierà a Khan Younis". Aoun chiede aiuto a Macron. Meloni annuncia “aiuti ai Paesi del Golfo”. Crosetto: “Invieremo mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.