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Home » Esteri

Il Regno Unito non accoglierà altri minori non accompagnati da Calais

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Secondo il ministro dell'Immigrazione Goodwill sono stati trasferiti oltre 750 bambini, tutti quelli in possesso dei requisiti necessari per il trasferimento oltremanica

Il ministro dell’Immigrazione britannico Robert Goodwill ha annunciato qualche giorno fa, venerdì 9 dicembre 2016, che oltre 750 rifugiati minorenni sono stati trasferiti da Calais, in Francia, nel Regno Unito.

I funzionari dell’Home Office – il dipartimento governativo per l’immigrazione – hanno reso noto che tutti i minori che si trovavano nel campo profughi di Calais, noto come la “giungla”, sono stati ascoltati a novembre 2016 dalle autorità britanniche, dopo lo sgombero di ottobre, e che quelli in possesso dei requisiti necessari per il trasferimento nel Regno Unito sono arrivati nel paese.

“Molti si sono ricongiunti con i loro familiari già nel Regno Unito”, ha dichiarato Goodwill. “Altri sono stati affidati alle cure delle autorità locali. Il resto dei minori sono al sicuro e affidati alle cure delle autorità francesi”.

“Nei prossimi mesi, altri bambini in possesso dei requisiti necessari saranno trasferiti dall’Europa, in linea con quanto previsto dalla legge sull’immigrazione”, ha aggiunto il ministro. “Continueremo a mantenere i nostri obblighi come previsti dal Regolamento di Dublino”.

Il trasferimento dei minori di Calais è giunto al termine e, scrive il quotidiano britannico The Guardian, circa mille bambini non saranno accolti nel Regno Unito, ma rimarranno in Francia dove, denunciano attivisti e membri dell’opposizione, potrebbero tornare a rivolgersi ai trafficanti per riuscire ad attraversare il canale della Manica.

Secondo l’organizzazione Safe Passage sono centinaia i bambini di Calais che avrebbero il diritto a essere accolti nel Regno Unito eppure restano in Francia. Secondo il Regolamento di Dublino, i migranti minorenni non accompagnati hanno il diritto a essere ricollocati in un paese europeo diverso da quello di arrivo, dove si trovano già suoi familiari in grado di prendersene cura.

Un emendamento alla legge sull’immigrazione britannica, chiamata Dubs Amendment dal nome del suo proponente, impone a Londra di accogliere minori non accompagnati ritenuti particolarmente vulnerabili, in particolare bambine di ambo i sessi al di sotto dei 13 anni.

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