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Sanità in Lombardia, minacce di morte all’ex dg Luigi Cajazzo. Pizzul (Pd) esprime solidarietà

Il manager lombardo ha presentato denuncia alla Digos per episodi avvenuti dopo una recente puntata di "Report". Il suo avvocato si dice pronto a perseguire chi diffonderà "notizie false" sul suo assistito, indagato a Bergamo. Il capogruppo Dem: "Le indagini facciano il loro corso, ma nel rispetto delle persone"

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 18 Nov. 2020 alle 15:51 Aggiornato il 18 Nov. 2020 alle 15:51
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Immagine di copertina
Luigi Cajazzo, ex d.g. della Sanità lombarda (credit photo: LinkedIn)

Sanità Lombardia, minacce di morte all’ex dg Luigi Cajazzo. Solidarietà del Pd

“Esprimo la mia sentita solidarietà all’ex direttore generale lombardo della Sanità, Luigi Cajazzo. Le minacce e gli insulti nei suoi confronti sono frutto di un clima di odio che il Partito democratico combatterà, come ha sempre fatto, senza tregua”, così Fabio Pizzul, capogruppo Dem in Regione Lombardia, stigmatizza le gravi minacce subite dal dirigente, oggetto di una denuncia presentata alla Digos.

Dopo le polemiche relative alla gestione della Sanità in Lombardia, Cajazzo era stato rimpiazzato da Marco Trivelli come dg del settore, passando però al prestigioso incarico di vicesegretario della Regione. Secondo quanto riferito dal suo legale, Fabrizio Ventimiglia, ”a seguito del servizio andato in onda nei giorni scorsi su Report e della presunta dimenticanza – che non vi è mai stata – da parte del Dott. Luigi Cajazzo e o dei Dirigenti di Regione Lombardia di un ordine di caschi C-PAP pervenuto dall’ASST di Bergamo Est nel marzo scorso, si è diffuso un inaccettabile clima di violenza verbale ed odio, caratterizzato da beceri insulti ed auguri di morte pubblicati sul web e sui social, che hanno reso doveroso ed improcrastinabile il deposito di una immediata denuncia alla Digos per accertare ogni responsabilità, identificando gli autori delle minacce e degli insulti”.

Cajazzo al momento è indagato nell’inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione dell’emergenza Covid-19 nella Bergamasca, in particolare per il caso dell’ospedale di Alzano Lombardo. A tale proposito il suo legale segnala “di aver ricevuto espresso mandato di perseguire chiunque diffonderà o continuerà a diffondere false notizie sugli accadimenti, a cominciare da quelle inerenti al c.d. ‘ordine’ della riapertura del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Alzano Lombardo, mai dato dal mio assistito – pur non dubitando della legittimità della decisione presa da chi di competenza, sul presupposto del rispetto di tutti i protocolli igienico/sanitari – nonché quelle su presunte dimenticanze di acquisti di dispositivi, mai verificatesi, così come su ogni altra infondata notizia, o presunta tale , che dovesse essere ulteriormente divulgata”.

“Le indagini della magistratura devono fare il loro corso ma questo deve avvenire in un clima di rispetto e di tutela di tutte le persone coinvolte”, ha aggiunto Fabio Pizzul. “Cajazzo, come tutte le vittime di violenza potrà sempre contare sulla nostra vicinanza e sul nostro sostegno”.

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