PD all’attacco della Regione Lombardia: “Le dimissioni di Gallera non ci bastano”

Presentata in Consiglio regionale una mozione che chiede la "revisione dell'assetto dell'assessorato al Welfare e della sua Direzione Generale a seguito della gestione dell'epidemia Covid-19"

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 29 Apr. 2020 alle 17:24 Aggiornato il 30 Apr. 2020 alle 20:45
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Immagine di copertina
L'assessore al Welfare della regione Lombardia Giulio Gallera

Tecnicamente non è una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, ma politicamente l’attacco è altrettanto diretto e ancora più ambizioso: nel mirino ci sono anche i dirigenti della sanità. Il gruppo del PD nel Consiglio Regionale della Lombardia ha presentato una mozione dall’oggetto “Revisione assetto assessorato Welfare e sua Direzione Generale a seguito della gestione epidemia Covid-19”, che in premessa contiene tutte le critiche mosse alla gestione di Gallera, dalla scelta di collocare i pazienti dimessi dalla terapia intensiva nelle RSA alla mancanza di un piano per la Fase 2 dell’emergenza.

Il giudizio è molto critico non solo sulla parte politica, ma anche sulla dirigenza: “La Giunta regionale, nonostante la situazione emergenziale abbia messo in crisi il sistema, ha deciso di tenere il coordinamento delle scelte e la relativa comunicazione in capo all’Assessore al Welfare e alla struttura della sua Direzione Generale e non ha previsto, come invece hanno fatto altre regioni, l’individuazione di una figura tecnica che facesse da interfaccia rispetto al Sistema Sanitario Regionale e ai cittadini lombardi”.

“La comunicazione tra Direzione Generale e presidi territoriali è parsa inadeguata, tardiva e, nella maggior parte dei casi, contraddittoria, causando evidenti difficoltà ad operatori sanitari che si sono sentiti letteralmente abbandonati a loro stessi, soprattutto nelle zone più colpite dall’epidemia e nelle settimane di picco della stessa”, si legge nel documento.

Presentando l’iniziativa in una diretta Facebook, il capogruppo del PD Fabio Pizzul ha detto: “Tecnicamente non è una mozione di sfiducia, sostanzialmente si’. Sostanzialmente chiediamo al presidente Fontana una discontinuità, ma le dimissioni di Gallera non mettono una pietra sopra a tutto quello che c’è stato, ho dubbi che l’assetto istituzionale che ha gestito la prima fase possa gestire la seconda”.

“Non è una mozione ad personam, ma rivolta all’istituzione, che deve dirci come intende cambiare passo. La colpa non è personale, ma politica e istituzionale. Anche se è ovvio che a capo dell’assessorato ci sia politicamente Gallera, e tecnicamente Luigi Cajazzo (il direttore generale, ndr)”.

“La mozione non è contro loro due, ma chiede di affrontare problemi politici. Se serve un avvicendamento non sta a noi dirlo. Ma a noi non basta la testa di Gallera”. “È venuta meno la fiducia necessaria, indispensabile per affrontare con determinazione la fase della ripresa e garantire la progressiva normalizzazione del sistema sanitario”, si legge nella mozione.

Vinicio Peluffo, segretario regionale del PD, aggiunge: “Il gruppo regionale del PD ha chiesto sin dall’inizio e a più riprese che il Consiglio regionale diventasse il luogo della discussione e del confronto sulla gestione della crisi sanitaria. Abbiamo in queste settimane sempre messo in evidenza gli errori che sono stati commessi avanzando delle proposte”.

“È giunto il momento che tutto il Consiglio regionale prenda atto della gestione disastrosa dell’emergenza sanitaria. Come fanno i consiglieri di maggioranza a negare l’evidenza che anche loro hanno sotto gli occhi? Per questo il Consiglio regionale deve fare una discussione aperta e franca rispetto alla realtà e noi siamo certi che occorra discontinuità. Anche ieri l’assessore Gallera ha detto che lui rifarebbe tutto: non è andato tutto bene e non si possono rifare gli stessi errori, per questo serve discontinuità. Dimissioni di Gallera? Mi stupisco che non le abbia ancora date”.

Un ulteriore siluro contro la gestione dell’emergenza Coronavirus, che è oggetto anche di una commissione d’inchiesta richiesta dallo stesso PD lombardo, nonché dell’istanza di commissariamento della sanità regionale presentata dalla rete Milano 2030.

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