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Coronavirus, Majorino e Zacchetti raccontano ‘La resa’: “Il nostro libro è un atto d’amore verso la Lombardia”

I primi 200 giorni della pandemia di Covid-19 analizzati al microscopio dell'europarlamentare e del giornalista, tra analogie storiche e proposte politiche per il prossimo futuro. I diritti d'autore saranno devoluti al Fondo di Mutuo Soccorso voluto da Beppe Sala

Di Redazione TPI
Pubblicato il 1 Giu. 2020 alle 20:07 Aggiornato il 1 Giu. 2020 alle 21:23
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Immagine di copertina
Pierfrancesco Majorino e Lorenzo Zacchetti, autori de "La resa" (Ledizioni)

La malattia che domina attualmente Milano, come tutto il resto d’Italia e d’Europa, è certamente influenza. Contro di essa valgono le precauzioni seguenti: 1) curare la più scrupolosa nettezza della persona e dei luoghi di abitazione, sia familiari sia collettivi; 2) mantenere inalterate, per quanto è possibile, le condizioni di vita ordinarie; 3) evitare tutti i contatti con persone, non necessari. Così facendo, si mette in pratica l’unico mezzo veramente efficace contro l’influenza, ossia l’isolamento”.

Comincia così la comunicazione del Sindaco di Milano alla cittadinanza, ma, sebbene le analogie siano impressionanti, non stiamo parlando di Beppe Sala. Queste parole furono scritte da Emilio Caldara, primo Sindaco socialista nella storia milanese, il 14 ottobre 1918, quando la città era soverchiata dall’epidemia di influenza spagnola. I corsi e ricorsi storici sono un elemento distintivo de “La resa”, che dedica un intero capitolo alle passate esperienze della Lombardia con le malattie infettive: dalla “Peste Nera” del Trecento all’HIV, andando a scovare analogie davvero incredibili, come le “bollette di sanità” e le restrizioni obbligatorie, antesignane delle autocertificazioni e del lockdown che hanno caratterizzato la pandemia del Covid-19. Cavalcando oltre 1600 anni, il libro documenta con certosina precisione tutti gli eventi che si sono succeduti nell’arco di 200 giorni: dal 17 novembre 2019, quando nello Hubei si registra il primo caso noto del nuovo Coronavirus, al 2 giugno, giorno della pubblicazione dell’e-book.

L’ebook può essere acquistato dal sito di Ledizioni a 3,99 euro, oppure su Amazon e le principali piattaforme online. La versione cartacea uscirà il 18 giugno. Leggere “La resa” è anche un modo di aiutare i prossimo: i diritti d’autore verranno devoluti al Fondo di Mutuo Soccorso istituito dal Sindaco di Milano Beppe Sala per sostenere le persone trovatesi in difficoltà a causa della pandemia.

Dichiarazioni, decreti, prese di posizione scientifiche e provvedimenti europei: in questo ovviamente è determinante il contributo di Pierfrancesco Majorino, in quanto europarlamentare particolarmente attivo e documentato, che oltretutto pubblica questo libro in corrispondenza con il suo primo anno di mandato. Lorenzo Zacchetti, da parte sua, rilegge le vicende del dramma lombardo con la chiarezza e lo spirito di approfondimento usato anche sulle pagine di TPI: non si risparmiano critiche a Gallera e Fontana, ma sempre contestualizzata nell’analisi di un sistema le cui falle non si sono determinate per colpa del Covid-19, ma sono il frutto di “un percorso durato 25 anni” (è anche il titolo di un capitolo) e appalesatesi proprio a causa della pandemia. Critiche, soprattutto, che hanno l’ambizione di muoversi al di sopra della competizione politica fine a se stessa (la militanza di entrambi gli autori nel PD non è certo un mistero, anzi), articolandosi in osservazioni, documenti, expertise e temi concreti che vengono esposti con chiarezza e documentazione.

Non mancano certo i punti di vista personali, visto anche che Zacchetti in un capitolo dedicato al ruolo dell’informazione rivendica la necessità di un giornalismo “obiettivo, ma non neutrale”. Ad aprire il libro è proprio il racconto di Majorino sui primi giorni dell’epidemia, sulle reazioni delle persone intorno a lui e di chi si rivolgeva a lui per chiedere consiglio o semplicemente per sfogarsi. Narrazione e analisi poi lasciano il posto a proposte politiche molto concrete, che non mancheranno di far discutere sia nel merito, sia per la narrazione decisamente fuorviante che si sta diffondendo in queste settimane.

Le critiche nei confronti di come è stata gestita l’emergenza-Covid in Lombardia non sono certo il frutto di “odio” o “invidia”, come ha già spiegato efficacemente anche Giulio Gambino in un editoriale per TPI. Tantomeno da parte di chi invece in Lombardia è nato, vive, lavora e da anni si impegna per la collettività “Per amore della Lombardia: capire il disastro per guarirne le ferite”: non è solo un sottotitolo, ma un vero e proprio impegno morale.

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