Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:49
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Gossip

Il velo islamico firmato Nike sbarca a Milano: scoppia la polemica

Immagine di copertina

Il velo allacciato sotto la gola utilizzato dalle donne musulmane per coprire il capo e la spalle arriva così anche nei negozi sportivi italiani

Il velo islamico sportivo firmato Nike viene venduto nei negozi di Milano e il dibattito si fa subito aspro.

L’hijab, velo usato dalle donne musulmane per coprire capo, spalle e gola sbarca nella sua versione sportiva nel negozio Nike di Milano in corso Vittorio Emanuele.

Più volte oggetto di attacchi, critiche, difese. Simbolo della cultura islamica, per alcuni elemento di oppressione, per altri segno di identità. Ora metafora di inclusione, tra scarpe da tennis e costumi olimpionici.

“Nike Hijab Pro”, così la multinazionale aveva presentato il modello nel marzo 2018. Dal primo dicembre è stato reso disponibile a livello globale al prezzo di 30 euro. Nike è il primo grande marchio a produrre un velo islamico sportivo – finora solo piccole aziende lo avevano confezionato in serie – confermando da un lato il crescente interessamento per i mercati emergenti islamici, e dall’altro il suo posizionamento politico.

Il lancio di questo accessorio, che ha attirato applausi e critiche da tutto il mondo, va visto anche come una “dichiarazione culturale” del marchio americano che da qualche anno, cavalcando l’onda del politically correct che ha generato una fetta enorme di mercato, si sta schierando con sempre maggior insistenza a favore di una maggiore inclusività negli sport.

La novità è notata da Silvia Sardone, consigliere comunale e regionale del Gruppo Misto milanese, che non sembra reagire con approvazione all’introduzione del curioso e, forse per qualcuno, irritante capo.

Già nel 2015 la Nike aveva dato prove del suo interesse per il mondo islamico. Prima con l’app, tradotta anche in arabo, “Nike Training Club”, poi con uno spot sulle atlete islamiche postato sul profilo twitter Nike Medio Oriente. Così, nel 2017 il terreno è già spianato per mostrare la pattinatrice Zahra Lari fotografata durante una sua performance con in testa un velo nero con il famoso baffo bianco.

Globalizzazione, inclusione o puro business?

 

Leggi anche: “La proposta della Lega contro il velo”
Ti potrebbe interessare
Gossip / Il dettaglio che incastra Belen: così la showgirl spia l’ex Spinalbese
Gossip / Chanel Totti vittima degli haters: “Sembri una 30enne, fai impressione”
Gossip / Fedez torna a parlare della sua malattia: “Sto seguendo le cure necessarie. Con Chiara nessun reality”
Ti potrebbe interessare
Gossip / Il dettaglio che incastra Belen: così la showgirl spia l’ex Spinalbese
Gossip / Chanel Totti vittima degli haters: “Sembri una 30enne, fai impressione”
Gossip / Fedez torna a parlare della sua malattia: “Sto seguendo le cure necessarie. Con Chiara nessun reality”
Gossip / Elisa Esposito, la prof di corsivo sbarca su OnlyFans: “Le foto sexy? I miei genitori mi supportano”
Gossip / La confessione di Giulia De Lellis dopo la visita: “Disagio che vivo da quando sono piccola”
Gossip / Il pranzo in famiglia di Ilary Blasi: a tavola c’è anche il cugino di Francesco Totti
Gossip / Aurora Ramazzotti, compleanno rovinato: ecco cosa è successo
Gossip / L’ex calciatore Adriano sparisce per due giorni: la moglie lo lascia dopo appena 24 giorni di matrimonio
Gossip / “Siete solo donnette”: Chiara Nasti e il commento al vetriolo sui social
Gossip / Sonia Bruganelli: “Io e Paolo Bonolis non prendiamo neanche il caffè insieme”