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A Sarajevo il primo gay pride della Bosnia-Erzegovina

Di Antonio Scali
Pubblicato il 3 Apr. 2019 alle 17:53 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:10
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Immagine di copertina

L’8 settembre 2019 sarà a suo modo una data storica per l’intera Bosnia-Erzegovina. In quella data infatti a Sarajevo, la sua capitale, si terrà il primo gay pride della storia del Paese. L’idea è partita da un comitato di 15 attivisti, che proveranno così a riunire tutta la comunità LGBTQi della Bosnia.

Un traguardo importante e non scontato, per dare visibilità a tutti gli omosessuali bosniaci, che in tutti questi anni si sono dovuti nascondere e non hanno visti riconosciuti i più elementari diritti.

Persone di fatto invisibili, e che spesso e volentieri sono vittime di violenze e discriminazioni legate all’orientamento sessuale. “In Bosnia Erzegovina il Pride avverrà spontaneamente, come espressione di insoddisfazione di un gruppo sociale e una forma di lotta. Le persone scendono in strada quando sentono la necessità di denunciare i problemi con cui sono costrette a confrontarsi”, aveva dichiarato in un’intervista uno degli organizzatori del Pride di Sarajevo, Emina Bošnjak.

Nel corso degli anni la Bosnia ha fatto passi in avanti importanti sul fronte dei diritti civili: nel 1998 è stata abolita la legge che criminalizzava l’omosessualità, mentre nel 2003 è entrata in vigore la Legge sull’uguaglianza di genere.

La foto della nonna calabrese diventata simbolo della lotta all’omofobia

Il Pride di Sarajevo del prossimo 8 settembre sarà un ulteriore e importante tassello verso l’uguaglianza. Come riferisce l’attivista Lejla Huremović, il Pride vuole essere non solo la marcia della comunità LGBT, ma di tutti quei gruppi lasciati ai margini della società.

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