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Chi è pessimista tende a votare populisti: i risultati del rapporto 2019 sulla felicità

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 1 Apr. 2019 alle 19:35 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:11
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Immagine di copertina

Chi è infelice ha più probabilità di votare per i partiti populisti: questa la conclusione del rapporto mondiale sulla felicità del 2019 redatto da un gruppo di ricercatori guidati dall’economista americano Jeffrey Sachs.

I risultati della ricerca sono stati presentati all’Università Bocconi il primo aprile 2019.

“Il grado di felicità di un individuo determina la scelta di voto anche più della sua condizione economica”, ha spiegato agli studenti il ricercatore Emmanuel Del Neve.

Lo”studio eccezionale” appena terminato è partito dall’analisi dell’ultimo voto negli Stati Uniti: secondo quanto emerso dai dati analizzati, a votare per Donald Trump sono stati i cittadini meno soddisfatti della loro vita.

“Certamente la condizione economica è importante e influisce sul modo di votare, ma nulla è più rilevante del grado di felicità”, ha aggiunto il ricercatore.

Secondo quanto illustrato alla Bocconi da Del Neve, il legame tra la soddisfazione che si ha nei confronti della propria vita e la scelta di voto si è manifestato anche “in una recente analisi  condotta a proposito del voto francese del 2017. Si è notato che le persone più ricche e più felici non avevano molte probabilità di votare per Marine Le Pen, a differenze di quelle meno felici”.

Per capire quale partito una persona voterà alle elezioni, secondo i ricercatori è importante la risposta alla domanda su come si pensa di essere tra 5 anni.

“Chi è meno ottimista per il futuro tende a votare movimenti populisti. Spesso cerchiamo indicatori oggettivi, come l’economia, ma per una volta il benessere soggettivo è molto importante. L’interpretazione sulla propria condizione si traduce, a volte, in voto per i populisti”, ha affermato Del Neve.

Altro dato da tenere in considerazione nelle previsioni di voto è la soddisfazione per il proprio stato: “L’interesse ad andare a votare è legato alla felicità e al benessere. Più è alta la soddisfazione, più è alto l’interesse alla partecipazione politica”.

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