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Il parroco fa cantare “Soldi” di Mahmood ai bambini dell’oratorio per provocare il “collega sovranista”

Don Vitaliano Della Sala è parroco di Mercogliano, paese in provincia di Avellino

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 18 Feb. 2019 alle 10:27 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:04
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Immagine di copertina
Don Vitaliano Della Sala. Credit: Facebook/Don Vitaliano Della Sala

Una provocazione decisamente originale, quella del parroco di un paese in provincia di Avellino. Don Vitaliano Della Sala, parroco di Mercogliano, ha deciso di rispondere a un “collega sovranista” facendo cantare ai bambini dell’oratorio Soldi di Mahmood. [Qui il testo integrale della canzone vincitrice del 69esimo festival di Sanremo].

Così don Vitaliano ha fatto imparare a memoria ai piccoli della sua parrocchia il testo portato sul palco dell’Ariston dal cantante italo egiziano e prima dell’inizio della messa di domenica 17 febbraio, nella chiesa di Mercogliano i fedeli hanno potuto assistere all’esibizione dei bambini.

Sicuramente il parroco “sovranista” non avrà gradito la risposta di don Vitaliano, ma i bambini di Mercogliano avranno apprezza il cambio di genere musicale, almeno per una domenica.

Ma il parroco che ha criticato la canzone di Mahmood non è il solo a sollevare la polemica per la canzone vincitrice di Sanremo. Il coro dei polemici è sempre più ampio. Infatti, subito dopo la vittoria del giovane cantante italo egiziano, si è scatenata una discussione attorno al fatto che la classifica fosse stata decretata dalla giuria di qualità, composta da giornalisti e artisti, e non dal pubblico a casa.

Per qualcuno quella della giuria di qualità sarebbe stata una scelta di natura politica. A dire la sua è stato anche il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che, calato il sipario sul palco dell’Ariston, ha twittato che avrebbe preferito vincesse Ultimo, posizionatosi invece solo secondo, per volere della giuria.

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La polemica è scoppiata soprattutto per le origini del cantante. Nato da madre italiana e padre egiziano, Alessandro Mahmood ha più volte ribadito di sentirsi italiano, senza mai rinnegare le sue origini. Quella frase in arabo pronunciata nel testo di Soldi, però, ha fatto storcere il naso a qualcuno. Anche al prete collega di don Vitaliano, a quanto pare.

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