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Google ha inserito Matteo Salvini tra i “grandi scrittori”

Secondo Google il ministro dell'Interno sarebbe uno degli scrittori più famosi al mondo

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 14 Feb. 2019 alle 20:01 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:07
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Immagine di copertina

Nelle ultime ore Google ha aggiunto alla lista dei “grandi scrittori” un nome che nessuno si sarebbe mai aspettato di trovare: quello di Matteo Salvini.

Il primo a notarlo è stato l’account ufficiale dell’associazione culturale Tlon. Per i più scettici che desiderano verificare la notizia basta digitare “grandi scrittori” sulla barra di ricerca di Google per trovare il nome e il volto del ministro dell’Interno.

In alcuni casi sarà uno dei primi a comparire tra i risultati della ricerca, in altri sarà necessario scorrere fin quasi alla fine dell’elenco redatto da Google, ma in ogni caso il nome del leader della Lega è lì tra i più grandi scrittori della storia insieme ad Alberto Camus e Francis Scott Fitzgerald, Charles Bukowski e William Faulk.

Le ricerche offrono gli stessi risultati correlati anche utilizzando il browser in “modalità incognito”, per cui è da escludere che il nome di Salvini compaia perché è tra le ultime ricerche effettuate sul browser.

Resta comunque il mistero sul perché Google abbia inserito il ministro dell’Interno tra i grandi scrittori. È vero che Matteo Salvini è un giornalista professionista, ma l’unico libro da lui scritto è “Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il Paese”, realizzato insieme a Matteo Pandini e Rodolfo Sala.

Salvini e la festa di San Valentino – A Matteo Salvini San Valentino non piace. C’entrerà forse la recente rottura con Elisa Isoardi, o la necessità di accaparrarsi i voti dei single di tutta Italia, fatto sta che per il ministro dell’Interno si tratta di una festa persino da abolire.

“Un abbraccio a tutte voi amiche, che fate vivere, sognare e crescere questa pagina e l’Italia – scrive su Twitter – San Valentino? Avete ragioni voi, probabilmente sarebbe una ‘festa’ da abolire…vi voglio bene“.

Quella del vicepremier sembra più che altro una provocazione. Chissà però come reagiranno stavolta gli utenti dei social.

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