Salvini, l’appello di Alessandra Cantini al vicepremier: “Scelga me, sono pronta. È ora che Matteo se ne accorga”

L'autrice livornese e attrice nel film "La prima cosa bella" di Virzì è stata ospite a La Zanzara a Radio24 per parlare del tema della riapertura della case chiuse

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 11 Mar. 2019 alle 11:47 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:25
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Immagine di copertina
Matteo Salvini Alessandra Cantini

Alessandra Cantini, scrittrice ed ex candidata in Toscana per Forza Italia, è nota per le sue provocazioni. L’ultima è stata quella della partecipazione alla trasmissione televisiva di Chiambretti, dove Alessandra è stata ospite e si è presentata senza mutande.

L’autrice livornese e attrice nel film “La prima cosa bella” di Virzì è stata ospite a La Zanzara a Radio24 per parlare del tema della riapertura della case chiuse.

La Cantini si rivolge direttamente al vicepremier Matteo Salvini, in prima linea per la regolamentazione della prostituzione: “Macché Efe Bal. È un uomo, come Luxuria. Io sono una donna e sono il testimonial perfetto per Matteo Salvini e la legalizzazione della prostituzione. Scelga me, sono pronta. È ora che Matteo se ne accorga”. In una dichiarazione a TPI Alessandra ha aggiunto: “I trans dovrebbero stare fuori da queste campagne perché la prostituta è donna sin dalla Genesi”.

“Un uomo che va a puttane fa benissimo. Meglio di farsi un’amante, dilapidare tutto il patrimonio e magari lasciare la moglie. La prostituta è una psicoterapeuta. Il rapporto è chiaro. D’altra parte è sempre colpa della moglie se il marito va a puttane. Il compito della moglie è quello di appagare l’uomo, spingerlo a dare il meglio di sé e l’uomo se non è appagato va altrove. La colpa è della donna. L’uomo ha bisogno di esternare la sua mascolinità e tante donne castrano l’istinto maschile e le prostitute sono sacre, sono favorevolissima alla legalizzazione per motivi ovvi tra cui quello del controllo sanitario”.

La scrittrice ha anche raccontato un aneddoto personale: “Nel 2014 ero a Montecarlo in un locale e un russo cominciò a srotolarmi banconote da 500 euro. Mi offrì alla fine 10mila euro. Rifiutai, ma fui una scema. Non c’è niente di male, li avrebbe spesi meglio su di me che in altro champagne. Ancora oggi ricevo proposte ma non mi sento offesa. Chi è brutta no___n ha nemmeno questa possibilità e si può prostituire solo intellettualmente che è ancora peggio. Leggo che alcune esponenti del Pd sostengono sia degradante usare il corpo e legalizzare la prostituzione. Ma il degrado è tutto loro. Il loro è terrorismo femminista. Dov’è il rispetto per le donne meretrici? Che scelgono di fare questo mestiere per rendersi economicamente indipendenti?”.

“A Livorno vorrei fare una lista che si chiama Mutande Pazze, in onore delle mie mutande che tolgo sempre. Al primo posto c’è la necessità di creare delle zone per le prostitute, magari con camper attrezzati in un’area. Adibire dei parcheggi come zona a luci rosse”, conclude la giovane livornese.

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