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Martina Colombari: “Il rapporto con mio figlio è difficile”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 20 Mag. 2020 alle 12:38 Aggiornato il 20 Mag. 2020 alle 12:39
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Immagine di copertina
Credit: Instagram

La quarantena tra Martina Colombari e il figlio “è stata difficile”. A dirlo è proprio l’ex miss Italia intervenuta ai microfoni de “I Lunatici“, programma di Radio2 condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

La showgirl ha parlato di questo periodo e del suo modo di affrontare la quarantena. “Avendo un sedicenne in casa, è stata difficile. Per loro la vita non è la casa, per loro la vita è fuori. Gli amici sono fuori, i locali sono fuori, la bicicletta, il motorino, è tutto fuori. Sono un po’ fuori di testa, non solo fuori di casa”, ha detto la conduttrice

Martina Colombari ha spiegato il suo modo di vedere il mondo del figlio e dei suoi coetanei: “Sono complicati da gestire, è un mondo complicato, faticoso, è tutto a portata di mano, è il mondo dei balocchi. Non possiamo neanche replicare quello che hanno fatto i nostri genitori con noi. Periodo storico complicato, non sono disposti a fare sacrifici, il loro mondo reale non corrisponde alla realtà, è tutto dettato dal digitale, dai social, da quello che vivono sugli smartphone. Ma quella non è la vita”, ha aggiunto la showgirl commentando il suo rapporto con il figlio.

La quarantena in coppia con il marito Alessandro Costacurta invece è andata bene: “Non ci sono stati problemi, tant’è che domenica mio marito è stato fuori tutto il giorno e mi è mancato. Ero in casa da sola ed ero persa, non riconoscevo più la casa, gli spazi, mi sentivo un po’ abbandonata. La quarantena di coppia è andata bene, siamo anche molto bravi nel rispettare gli spazi dell’altro, ci conosciamo talmente bene che capiamo se abbiamo voglia di parlare o viceversa”.

La showgirl ha poi parlato del suo rapporto con i social tra fan e haters: “Mi arrabbio molto quando dicono che sono un cattivo esempio per le ragazze, che porto il messaggio della donna anoressica. Non si rendono conto che l’anoressia è una malattia che porta alla morte, è come se mi accusassero di incitare alla magrezza. Le ragazze che soffrono di anoressia e bulimia soffrono per mancanza d’amore, sicurezza, affetto, una violenza subita, un lavoro perso. E quindi mi spiace perché mi incolpano di un qualcosa che io veramente non faccio”.

Dare il giusto peso alle parole è importante, spiega Colombari che aggiunge: “Non si rendono conto che con le parole si feriscono le persone. Mi dà molto fastidio. Spesso li lascio perdere, quando però iniziano ad essere pesanti o scrivono cattiverie è giusto rispondergli. Va bene la democrazia, va bene che sei un personaggio pubblico, però c’è differenza tra un commento, una critica, o una minaccia. Bisogna tornare ad avere maniere gentili che ci siamo un po’ dimenticati. Questo fatto che i social ci avvicinano non significa che una pacca sulla spalla è concessa. Ci siamo dimenticati che cos’è l’educazione. Se tu mi incontrassi per casa, avresti il coraggio di dirmi certe cose? Non credo. E allora cosa ti dà il coraggio di dirmi che sono un’anoressica schifosa?”.

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