Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Gossip

Ecco perché gli islandesi non sono liberi di scegliere i nomi dei propri figli

Immagine di copertina

Nel paese scandinavo, i nomi propri di persona sono considerati parte del patrimonio culturale nazionale, per questo tutti i genitori devono presentare richiesta a una commissione che ha il compito di preservare le antiche tradizioni nazionali

In Islanda, una commissione formata da tre membri e chiamata Mannanafnanefnd ovvero Comitato per i nomi di persona, ha il compito di preservare le antiche tradizioni nazionali sui nomi dei bambini. Ogni mese questo organo riceve richieste da parte di genitori, o futuri tali, per l’approvazione dei nomi scelti per i propri figli e, in generale almeno la metà delle domande risultano accettate.

Se ti piace questa notizia, segui TPI pop direttamente su Facebook

Negli anni, questo comitato ha compilato un elenco formato da 1.888 nomi maschili e 1.991 femminili, considerati accettabili. Se infatti le proposte dei genitori non rientrano fra i nomi considerati storicamente islandesi, ma risultano comunque conformi alla consuetudine linguistica, vengono inseriti all’interno dei registri ufficiali.

In alcuni casi invece queste richieste risultano rifiutate e i genitori sono pregati di chiamare i propri figli in modo diverso. È il caso di “Cleopatra”, nome scartato perché la lettera “c” non rientra nell’alfabeto islandese.

Ogni quattro anni i tre membri di questa commissione, istituita nel 1991, sono sostituiti e vengono sempre selezionati in modo che uno provenga dal ministero della Giustizia, uno da una facoltà di Filosofia e l’ultimo da una facoltà di Giurisprudenza delle università islandesi.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Nonostante sia una delle nazioni più liberali d’Europa, dal punto di vista linguistico l’Islanda è un paese “conservatore”, che considera alcuni nomi propri delle vere e proprie estensioni del proprio patrimonio culturale.

Moltissimi di questi infatti risalgono addirittura al periodo delle Íslendingasögur, le cosiddette Saghe degli Islandesi, le prose sui primi secoli di vita del popolo dell’isola. Alcuni di questi nomi includono sostantivi, aggettivi o verbi, che richiamano i gelidi inverni del passato.

Il nome Eldjárn per esempio unisce le parole “fuoco” e “ferro”, Glóbjört invece è il risultato dell’unione dei sostantivi “splendore” e “luminoso”.

Le ragioni di questa politica di forte purismo linguistico trova le sue radici nel XIX secolo, quando i giovani autori islandesi coltivavano una visione romantica della propria lingua, immaginata come una giovane fanciulla, un tempo bellissima e successivamente infettata da contaminazioni latine, tedesche e soprattutto danesi.

In Islanda, il danese è la lingua dei colonizzatori, un idioma che nel corso del tempo ha indebolito la lingua locale, limitando la diffusione all’ambito privato. Per questo, secondo gli autori del tempo, era necessario far rivivere l’islandese e farlo ritornare al proprio originario splendore.

Con la liberazione dal dominio danese nel 1918, questa volontà di purificare la lingua si intensificò e riuscì a influenzare profondamente la cultura dell’isola, tanto che ancora oggi alcuni islandesi provano imbarazzo quando usano espressioni in lingua inglese.

I cittadini dell’isola restano ancorati all’Islandese ideale, puro, per cui provano orgoglio.

Se questa notizia ti è piaciuta, abbiamo creato una pagina Facebook apposta per te: segui TPI Pop

Ti potrebbe interessare
Gossip / Alessandra Moretti risponde a Massimo Giletti: “Non tollero intromissioni nella mia vita privata”
Gossip / Rita Dalla Chiesa: “Derubata da un venditore ambulante al cimitero”
Gossip / Verissimo, l’appello di Lulù Selassié in lacrime a Manuel Bortuzzo
Ti potrebbe interessare
Gossip / Alessandra Moretti risponde a Massimo Giletti: “Non tollero intromissioni nella mia vita privata”
Gossip / Rita Dalla Chiesa: “Derubata da un venditore ambulante al cimitero”
Gossip / Verissimo, l’appello di Lulù Selassié in lacrime a Manuel Bortuzzo
Gossip / Michelle Hunziker di nuovo innamorata: ecco chi è Giovanni Angiolini, la nuova fiamma della conduttrice svizzera
Gossip / Siparietto in ascensore, Chiara Ferragni domina Fedez in altezza: lui non la prende bene… Video
Gossip / “Ho bloccato suo padre su Instagram”: Lulù risponde a Manuel Bortuzzo dopo la fine della loro relazione
Gossip / Guerra in Ucraina, Pechino: “Non vogliamo terza guerra mondiale”
Gossip / Elodie e Marracash, ritorno di fiamma? La coppia torna a frequentarsi
Gossip / Will Smith e Jada Pinkett a un passo dal divorzio: “Si parlano a malapena”
Gossip / Ritorno di fiamma tra Michelle Hunziker e Tomaso Trussardi? La coppia avvistata in montagna