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“Non date soldi a chi lapida i gay”: George Clooney chiede di boicottare il sultano del Brunei

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 29 Mar. 2019 alle 16:08 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:12
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Immagine di copertina
George Clooney. Credit: Getty Images

George Clooney si schiera contro il sultano del Brunei. La dura presa di posizione dell’attore 57enne è arrivata dopo l’approvazione del nuovo codice ispirato alla sharia, secondo cui ci sarebbe la pena della lapidazione per omosessuali e adulteri.

Clooney chiede così che vengano boicottati gli hotel di lusso che fanno capo proprio al sultano. Così l’attore in una lettera aperta a Deadline, scrive: “Il Brunei inizierà a lapidare e picchiare a morte ogni cittadino che avrà dimostrato di essere gay”. Il sultano Hassanal Bokiah, sottolinea ancora l’attore nella lettera, possiede “spettacolari alberghi” anche negli Stati Uniti, a Los Angeles.

Il Brunei introduce la lapidazione per i gay e gli adulteri

“Ogni volta che noi soggiorniamo in questi hotel mettiamo soldi in tasca a uomini che hanno scelto di lapidare a morte la propria gente per il fatto di essere gay o accusati di adulterio”, si legge ancora nella lettera scritta da Clooney.

“Vogliamo davvero contribuire a pagare per queste violazioni dei diritti umani?”, ha scritto ancora il premio Oscar. “Ho imparato negli anni che non si riesce a influenzare questi regimi assassini ma che si possono influenzare le banche, i finanziari e le istituzioni che fanno affari con loro e che preferiscono girarsi dall’altra parte”, si legge in conclusione nella lettera dell’attore.

Da mercoledì 3 aprile gay e adulteri rischiano la lapidazione nel sultanato del Brunei.

La nuova legge introdotta nel piccolo Stato islamico ha subito suscitato l’indignazione delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Amnesty International ha invitato il Brunei a “fermare immediatamente” l’attuazione delle nuove pene “profondamente sbagliate e atroci”.

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