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Posted by TPI on Monday, 21 September 2020

Disney e Nestlé sospendono gli spot su Youtube per rischio pedofilia

Già nel 2017 l'azienda californiana aveva avuto problemi con filmati con i minori

Di Rossella Melchionna
Pubblicato il 22 Feb. 2019 alle 13:03 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:55
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Immagine di copertina

DISNEY NESTLE YOUTUBE – Disney, Nestlé ed Epic Games – ma con loro tante altre aziende – hanno deciso di rimuovere momentaneamente le loro pubblicità da Youtube. Il motivo? La segnalazione di alcune attività sospette sulla celebre piattaforma video: nello specifico, azioni di carattere sessuale indirizzate a filmati con protagonisti i minorenni. Youtube, a seguito di numerose proteste, nel febbraio 2019 ha rimosso centinaia di canali e messaggi equivoci.

Il caso

Grazie allo smascheramento di uno youtuber – Matt Watson, anche se non è stato l’unico utente – il caso è venuto a galla. Watson, infatti, con un falso account ha mostrato come sotto i video con bambini e ragazzini – postati dagli stessi genitori per mostrare la loro bravura o originalità, dunque privi di contenuti ambigui – apparissero spesso commenti insoliti. Tra questi la segnalazione di un frame dove erano meglio visibili le parti intime o la pubblicazione di un link che rimandava ad altri filmati con minori.

Le reazioni

Youtube non poteva restare indifferente di fronte a una situazione del genere e ha provveduto a eliminare più di 400 canali e milioni di commenti. La società con sede a San Bruno, in California, ha affermato di aver segnalato alle autorità competenti i comportamenti all’apparenza sospetti. “Qualsiasi contenuto – compresi i commenti – che metta in pericolo i minori è un abominio, e noi di Youtube abbiamo regole chiare per vietare tutto questo. C’è ancora del lavoro da fare, continuiamo a migliorare e identificare gli abusi più rapidamente”, ha detto l’azienda americana in una nota. Intanto le multinazionali, per non vedere i propri prodotti “appiccicati” a filmati con protagonisti i minorenni travisati da qualcuno, hanno sospeso la pubblicazione degli spot.

Youtube, comunque, non è la prima volta che si trova a combattere la pedofilia. Già nel 2017 la società aveva introdotto un nuovo regolamento per gestire situazioni di questo genere.

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