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Dura critica al film di Chiara Ferragni: “Resta una ragazza di provincia”

Puoi togliere una ragazza dalla provincia ma non puoi togliere la provincia da una ragazza

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 9 Set. 2019 alle 11:45 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:54
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Immagine di copertina
Chiara Ferragni. Credit: Instagram/Chiara Ferragni

Chiara Ferragni e il film stroncato dalla critica

Chiara Ferragni non è solo un’influencer, è un fenomeno, ma questo non basta per risparmiarla da una severa critica sul suo film. A stroncarla è la critica di cinema Mariarosa Mancuso che, sulle pagine de Il Foglio, fa il punto sull’ultimo incredibile evento che ha visto come protagonista proprio la fashion blogger di Cremona: la presentazione del suo documentario, Chiara Ferragni Unposted, alla Mostra del Cinema di Venezia.

Un evento più unico che raro per qualcuno che con il cinema non ha niente a che vedere eppure arriva lì, sul tappeto rosso del tempio del cinema a presentare qualcosa che da quelle parti non è mai arrivato. Per questo Mancuso fa il ritratto del fenomeno: da zero a 30 milioni di fatturato in appena dieci anni, nella lista degli imprenditori under 30 di Forbes e una quantità notevole di followers su Instagram (oltre i 17 milioni).

Chiara Ferragni è una ragazza da studiare, sollecita Mancuso. Proprio come succede tra i corridoi della prestigiosa università statunitense di Harvard, dove la giovane influencer, quando era ancora più giovane, ha tenuto una lezione su come trasformare un blog in un impero. Sono passati tre anni da quel giorno e l’ascesa di Chiara Ferragni sembra a tutti inarrestabile.

Eppure la mossa di presentare il documentario sulla sua vita non ha entusiasmato i cinefili, che si sono stupiti della presenza di una star del web sul grande schermo. Mancuso non usa parole di miele per la fashion blogger che da Cremona ha conquistato il mondo (sui social, s’intende).

“Puoi togliere una ragazza dalla provincia, ma non puoi togliere la provincia da una ragazza”. E così Mancuso fa il ritratto impietoso della ragazzina che arriva dalla provincia e, tra fortuna e furbizia, arriva in alto, molto in alto, e lo fa tramite le scene stesse del documentario.

“Vediamo il chewing gum lanciato in bocca, per ciccare senza rovinare le labbra truccate. La macchina fotografica per i primi scatti era stata presa con i punti all’Esselunga (la festa di compleanno al supermarket, criticata sui social per il cibo sprecato, va dunque considerato un quadretto “per grazia ricevuta”). Alle prove del matrimonio discutono se far suonare ‘Amore che vieni, amore che vai’ (‘Ma amore, è una canzone triste…’) oppure ‘Buonanotte fiorellino’. Nessuna traccia del putto di ghiaccio che al rinfresco pisciava vodka: da qui la curiosità di sapere se i follower diventeranno spettatori, già ne sanno più della regista”, scrive Mancuso.

Chiara Ferragni conquista il mondo facendosi “da sola”. O, quasi, perché di chi davvero l’ha lanciata non fa menzione mai, lei. Riccardo Pozzoli, ex fidanzato e ideatore del blog che ha fatto di Chiara Chiara Ferragni, non viene nominato mai. Appartiene a una vita lontana, quella in cui la ragazzina diventava una stella, ma niente a che vedere con oggi, quando quella stella calpesta il red carpet di Venezia per presentare il suo film, per un attimo esce dal mondo del marketing e entra a gamba tesa in quello dell’arte. Incredibile, ma vero: Chiara Ferragni è una ragazza da studiare.

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