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60 nomi proibiti all’anagrafe nel mondo, paese per paese

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Alcuni sono vietati perché ritenuti poco consoni alle tradizioni del Paese, altri per evitare disagi futuri al bambino: ecco 60 fra i nomi più strani vietati al mondo

Se ogni tanto ci capita di sentire qualche nome discutibile o davvero ridicolo, questo non accade in certi Paesi, che per diversi motivi hanno deciso di proibire ai genitori di mettere certi nomi ai loro figli neonati.

Molti Stati infatti avvertono come una propria responsabilità intervenire in questa scelta fondamentale se i genitori sembrano poco accorti, sia per evitare al bambino di essere ridicolizzato o di aver problemi in futuro, sia per una particolare attenzione che alcuni governi riservano alla preservazione della tradizione linguistica del luogo e dell’identità culturale.

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In Francia un nome può essere bocciato se condannerebbe il bambino ad essere deriso. Ogni volta che un nome viene registrato all’Ufficio Anagrafe infatti è dovere degli impiegati avvertire la Corte locale se pensano che quella scelta possa danneggiare il bambino. Alcuni dei nomi vietati sono: Nutella, Fragola, Demone, Principe William, Mini Cooper.

La Germania ha una serie di regole molto rigide in materia, che in particolare non accettano nomi dal genere neutro, cognomi come nomi propri, nomi di oggetti o di prodotti, e nessun nome che possa nuocere al bambino o essere per lui fonte di umiliazione. Non è possibile chiamare i propri figli: Matti, Osama Bin Laden, Adolf Hitler, Kohl, Stompie.

Come la Germania, anche la Svizzera ha numerose restrizioni e addirittura ogni nome deve essere approvato dal segretario civile. In generale vale la regola di non scegliere nomi che danneggino il bimbo o che offendano terzi, ma ci sono alcune regole più particolari: non si può dare ad un maschio un nome da femmina e viceversa, sono banditi nomi di figure bibliche negative, e quelli di brand e di luoghi, né si possono usare cognomi al posto dei nomi. Nomi proibiti sono: Giuda, Chanel, Parigi, Schimd, Mercedes.

Ancora più rigida è l’Islanda, che ha una commissione adibita esclusivamente all’approvazione di nomi propri, che devono rispettare la tradizione del Paese e la pratica linguistica e di pronuncia. I nomi permessi sono su un registro e se il nome scelto non vi rientra i genitori devono chiedere l’approvazione. Moltissimi nomi proposti vengono bocciati e i genitori invitati a sceglierne uno più adeguato. Ad esempio se un nome contiene lettere che non sono presenti nell’alfabeto islandese, come la c e la q, viene respinto. Zoe, Harriet, Duncan, Enrico, Ludwig sono solo alcuni dei nomi che non possono essere approvati.

Anche la Danimarca accetta solamente i nomi precedentemente approvati e che sono contenuti in una lista, circa 7mila, altrimenti devono passare il vaglio del Dipartimento di Investigazione dei Nomi dell’Università di Copenaghen e del Ministero degli Affari Ecclesiastici. Circa il 20% dei nomi vengono rigettati ogni anno, soprattuto a causa di una strana sillabazione: Jakobp, Ashleiy, Anus, Scimmia, Pluto.

Al contrario la Norvegia ha negli ultimi anni abrogato le proprie leggi in materia, ma ha comunque mantenuto due regole fondamentali. In primo luogo il nome non può essere scelto se può costituire un problema per il futuro del bambino, in secondo luogo non può essere messo come primo nome un cognome o un secondo nome (che in Norvegia sono alla stregua di un secondo cognome). Non è possibile quindi scegliere: Hansen, Johansen, Olsen, Haugen, Larsen.

In Svezia sono vietati i nomi che potrebbero offendere altre persone o che possono portare disagi per chi li porta, senza contare nomi considerati visibilmente inadeguati. È necessario richiedere l’approvazione almeno tre mesi prima e se la registrazione del nome va a monte si potrebbe incorrere in una multa. Alcuni nomi che proprio non sono accettati sono: Metallica, Superman, Ikea, Elvis, Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116.

Nomi di cibo, animali, numeri, insulti, reali o onorevoli, rientrano nella lista di scelte “indesiderate” in Malesia, e sono vietati. Si tratta quindi di: Chinese Aw Chwar (serpente), Woti (rapporto sessuale), Khiow Khoo (gobba), Chow Tow (testa puzzolente), Sor Chai (folle).

Una legge è passata in Messico che elimina definitivamente 61 nomi propri, perché considerati dispregiativi, ridicoli o privi di significato. Tra questi compaiono: Facebook, Rambo, Escroto (scroto), Hermione, Batman.

La Nuova Zelanda non permette ai genitori di dare nomi che possano offendere qualcuno, che sono più lunghi di cento caratteri e che richiamano titoli o ranghi ufficiali. Alcuni di questi sono: Talula Does The Hula From Hawaii ( Talula fa la hola dalle Hawaii), Lucifero, Sex Fruit, Ragazzo Grasso, Cinderella Beauty Blossom (Cenerentola bellezza in fiore).

In Portogallo i nomi devono appartenere alla tradizione portoghese, avere un sesso specifico, e completi, cioè non soprannomi e abbreviazioni. Per rendere le cose più facili ai genitori ha messo a disposizione una lista di 82 pagine con i nomi approvati e quelli invece che non è possibile scegliere, fra cui: Nirvana, Rihanna, Jimmy, Vichingo, Sayonara.

Sono stati proibiti nomi eccessivamente stranieri o blasfemi in Arabia Saudita, che ha ufficialmente definito 50 nomi come non in linea con la tradizione sociale e religiosa del Paese. I nomi vietati sono: Binyameen, Mailka (Regina), Malak (Angelo), Linda, Maya.

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