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Violenze sessuali sui minori, NYT: “Mai così tanti video e foto pubblicati online”. Oltre 45 milioni nel 2018

L'inchiesta del quotidiano statunitense New York Times sulle immagini degli abusi sessuali sui bambini pubblicate online

Di Anna Ditta
Pubblicato il 29 Set. 2019 alle 18:29
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Immagine di copertina

Violenze sessuali sui minori, mai così tanti video e foto pubblicati online: oltre 45 milioni nel 2018

Sono stati oltre 45 milioni le foto e i video riguardanti abusi sessuali sui minori e pubblicati online nel 2018: il doppio rispetto all’anno precedente. È questo il dato che emerge nella prima di una serie di puntate di un’inchiesta del quotidiano statunitense New York Times sul tema delle violenze sessuali sui bambini.

Le immagini di violenze sessuali su minori riguardano bambini, alcuni di appena 3 o 4 anni, abusati sessualmente e in alcuni casi torturati. Secondo l’inchiesta del New York Times, firmata da Michael H. Keller e Gabriel J.X. Dance, i numeri, raccolti dalle società del settore tecnologico, non sono mai stati così alti.

Nel 1998, erano state oltre tremila le segnalazioni di immagini di abusi sessuali su minori pubblicate online. Poco più di 10 anni dopo dopo, le segnalazioni erano di oltre 100mila l’anno. Nel 2014, il numero ha superato per la prima volta un milione.

L’anno scorso, cioè nel 2018, sono state 18,4 milioni le segnalazioni, più di un terzo del totale mai registrato. Queste includevano oltre 45 milioni di immagini e video contrassegnati come abusi sessuali su minori.

Un fenomeno – quello della diffusione dei contenuti pedopornografici online – che è cresciuto in maniera esponenziale.

Per condurre questa inchiesta il New York Times ha esaminato 10mila pagine tra atti giudiziari e documenti di polizia, ha inoltre condotto dei test per valutare la disponibilità delle immagini attraverso i motori di ricerca, inoltre ha parlato con investigatori, legislatori, dirigenti tecnici e funzionari governativi.

A ciò si aggiungono le conversazioni con un pedofilo anonimo che nascondeva la sua identità usando un software di crittografia e gestiva un sito con 17mila immagini pedopornografiche.

L’inchiesta include inoltre le testimonianze di alcune vittime di questo tipo di violenze. Ora che sono adulte, queste persone raccontano come le loro vite siano state sconvolte dall’abuso.

Il problema, secondo quanto rilevato dai giornalisti del Times, ha portata globale e la maggior parte delle immagini pubblicate lo scorso anno proviene da altri paesi. Tuttavia, la questione investe gli Stati Uniti a causa del “ruolo centrale che la Silicon Valley ha avuto nel facilitare la diffusione delle immagini e nelle segnalazioni alle autorità”.

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