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Home » Esteri

Venezuela, liberati gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò

Immagine di copertina
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e sullo sfondo Alberto Trentini. Credit: AGF

Erano in carcere a Caracas da oltre un anno senza accuse formali. Tajani: "Stanno bene"

Le autorità del Venezuela hanno rilasciato gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò, detenuti in carcere nel Paese sudamericano da oltre un anno senza accuse formali. La liberazione è avvenuta nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 gennaio. L’aereo che riporterà in Italia i due connazionali è già partito da Roma.

“Ho parlato con i nostri due connazionali, che sono in buone condizioni. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”, scrive sui social il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.

Il doppio rilascio di Trentini e Burlò segue quelli di Luigi Gasperin e Biagio Pileri, disposti nei giorni scorsi. Il nuovo governo del Venezuela – retto temporaneamente da Delcy Rodriguez, dopo che l’ormai ex leader Nicolás Maduro è stato catturato dalle forze armate degli Stati Uniti – sta rimettendo in libertà “un numero significativo” di detenuti, sia venezuelani sia stranieri, inclusi alcuni prigionieri politici.

“Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas”, afferma in una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in queste ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”, aggiunge Meloni.

Trentini, 46 anni, cooperante veneziano, era stato arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure, al confine con la Colombia, mentre lavorava per la ong Humanity and Inclusion: stava portando aiuti agli abitanti di alcuni villaggi della zona. Dopo essere finito in manette senza ricevere nessuna spiegazione, era stato rinchiuso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo, a Caracas.

Mario Burlò, 52 anni, commercialista torinese, era partito per il Venezuela nel 2024 per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ed era stato arrestato più di un anno fa, anche lui senza motivi chiari.

Il forte sospetto del governo italiano è che le due detenzioni fossero state ordinate dalle autorità di Caracas per fare pressione su Roma al fine di ottenere un riconoscimento formale del regime di Maduro in carica. Per tutto questo periodo di detenzione, insomma, i due connazionali sarebbero stati di fatto ostaggi.

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