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Vaccino, Moderna chiede autorizzazione a Fda ed Ema: “Efficacia 94,1% ma al 100% per forme gravi”

La società depositerà oggi la domanda di autorizzazione per il suo vaccino anti Covid-19 negli Stati Uniti e in Europa

Di Anna Ditta
Pubblicato il 30 Nov. 2020 alle 13:51 Aggiornato il 30 Nov. 2020 alle 13:52
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Immagine di copertina
Credit: Ansa

L’azienda farmaceutica americana Moderna depositerà oggi la domanda di autorizzazione per il suo vaccino anti Covid-19 negli Stati Uniti e in Europa, dopo che i risultati dei test hanno dato una efficacia stimata al 94,1 per cento e al 100 per cento nella prevenzione dei casi più gravi.

“Moderna prevede oggi di richiedere un’autorizzazione all’uso di emergenza EUA (Emergency Use Authorization) alla Fda americana (Food and Drug Administration)”, ha dichiarato l’azienda in una nota. Richiederà inoltre “un’autorizzazione condizionale all’immissione in commercio con l’Agenzia europea per i farmaci (Ema)”.

La società ha annunciato di aver 20 milioni di dosi del vaccino contro il Covid negli Stati Uniti già entro l’anno. Nel 2021 le dosi saranno invece tra le 500 milioni e il miliardo. Negli Stati Uniti la vaccinazione potrebbe prendere il via dal 21 dicembre, autorizzazione della Fda permettendo.

Moderna: “Efficacia 94,1% ma al 100% per forme gravi”

Moderna ha annunciato che l’efficacia del vaccino contro il Covid-19 è confermata al 94,1 per cento. Sale invece al 100 per cento per quanto riguarda le forme gravi, quelle che portano al decesso del paziente. Il vaccino “mRNA-1273 continua ad essere generalmente ben tollerato; finora non sono stati identificati gravi problemi di sicurezza”. Moderna annuncia che “La FDA ha comunicato alla Società di aspettarsi un incontro VRBPAC (la commissione che dà il via libera) per mRNA-1273 probabilmente il 17 dicembre 2020”.

Nei mesi scorsi il vaccino di Moderna ha superato le fasi 1 e 2 dove è stata valutata la sicurezza ed altri importanti parametri. Nella fase 3 invece, oltre a confermare quanto osservato nella 1 e 2, si è passati a verificarne la reale efficacia. A differenza della maggior parte dei vaccini “classici”, che prevedono la somministrazione di parti inattivate del virus, quello sviluppato da Moderna si basa sulla tecnologia ad mRNA. L’approccio consiste nell’iniettare all’interno del corpo degli mRNA, ossia microparticelle di Rna cosiddetto “messaggero” nelle cellule, in grado di insegnare all’organismo a produrre le difese necessarie.

In questo caso mRNA-1273, una porzione della proteina virale spike di superficie. L’organismo in questo modo è indotto a produrre da solo la risposta immunitaria alla spike, ossia all'”uncino” che consente al virus di attaccarsi alle cellule e iniziare la sua opera distruttiva. Senza bisogno di insegnare al nostro sistema immunitario a combattere il virus nel suo insieme, ma solo a combattere, appunto, la cruciale proteina spike. Un approccio inedito fino a ora, ma che sta avendo successo nella corsa al vaccino Covid.

Un altro farmaco che segue la stessa direzione, ad esempio, è quello di Pfizer., che tuttavia prevede una temperatura di -80 gradi centigradi. Quello di Moderna invece, stando a quanto dichiara l’azienda, sarebbe stabile tra i 2 e gli 8 gradi centigradi (quelli di un normale frigorifero) per un mese. Sul lungo periodo invece sarebbero necessari frigoriferi in grado di tenere i -20 gradi centigradi.

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